Giorgia Meloni ha assunto ad interim l’incarico di ministra del Turismo, dopo le dimissioni di Daniela Santanchè

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l'ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, lo scorso settembre (ANSA/ UFFICIO STAMPA MITUR)
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l'ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, lo scorso settembre (ANSA/ UFFICIO STAMPA MITUR)

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assunto ad interim l’incarico di ministra del Turismo, dopo le dimissioni di mercoledì di Daniela Santanchè. Meloni ha ringraziato Santanchè con una nota in cui l’ha elogiata per aver «lavorato con grande dedizione». La stessa Meloni martedì aveva al contrario invitato Santanchè a dimettersi, con un comunicato pubblico piuttosto distante dal garbo istituzionale che ci si aspetterebbe in occasioni di questo tipo. Le due fanno parte dello stesso partito, Fratelli d’Italia, di cui Meloni è leader e Santanchè uno dei personaggi più di rilievo.

Le dimissioni di Santanchè sono state anche per questo abbastanza clamorose. Meloni le auspicava da anni, dato che Santanchè era coinvolta in vari e imbarazzanti casi giudiziari, accusata di bancarotta fraudolenta, truffa ai danni dell’INPS e falso in bilancio: per ora non ha ricevuto alcuna condanna. Santanchè aveva resistito perché all’interno del governo c’era un’altra persona con problemi giudiziari peggiori: il sottosegretario Andrea Delmastro, uno dei più fedeli collaboratori di Meloni, condannato. Dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della magistratura Delmastro si è dimesso, e dunque Meloni ha potuto forzare le dimissioni di Santanchè. Si è dimessa anche la potente capa di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, per una dichiarazione molto problematica sui magistrati durante la campagna referendaria.

Meloni ha parlato della sua nomina come ministra ad interim con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha poi firmato il decreto necessario. Dato che la carica è ad interim, Meloni la manterrà fino a che non verrà nominata un’altra persona in via permanente.

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