Il dipartimento della Difesa statunitense ha detto che chiuderà l’area del Pentagono dedicata alla stampa

Il Pentagono (AP/Pablo Martinez )
Il Pentagono (AP/Pablo Martinez )

Lunedì il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato che chiuderà il cosiddetto “Correspondents’ Corridor”, lo spazio del Pentagono (l’edificio che ospita il dipartimento) dedicato alla stampa. Il portavoce del dipartimento Sean Parnell ha detto che i giornalisti saranno trasferiti in una struttura esterna all’edificio principale del Pentagono, che sarà costruita nei prossimi mesi. Parnell ha aggiunto anche che d’ora in poi i corrispondenti dovranno essere accompagnati da personale autorizzato per circolare nell’edificio, tranne nei casi di conferenze stampa e interviste programmate.

La decisione è stata interpretata come una reazione alla sentenza di un tribunale federale di Washington, che venerdì scorso aveva stabilito che alcune restrizioni che il Pentagono aveva imposto ai giornalisti erano incostituzionali perché violavano il Primo emendamento della Costituzione statunitense, che tutela la libertà di espressione. Il caso riguardava una direttiva, introdotta a ottobre, che consentiva al dipartimento di revocare l’accredito ai giornalisti che chiedevano al dipartimento informazioni non autorizzate per la divulgazione, anche se tali informazioni non erano coperte dal segreto di stato.

Pete Hegseth, il segretario alla Difesa, ha avuto un atteggiamento ostile nei confronti della stampa sin dal momento del suo insediamento, lo scorso anno. Tra le altre cose, aveva ritirato l’accredito a 7 giornalisti del New York Times (reintegrati dopo la sentenza di venerdì).