Otto agenti di polizia penitenziaria sono stati condannati per le violenze contro i detenuti nel carcere di Ivrea

Il tribunale di Ivrea ha condannato otto agenti di polizia penitenziaria per falso, con pene fino a un anno e otto mesi, nel processo sulle violenze commesse nei confronti di cinque detenuti all’interno del carcere tra il 2015 e il 2016. Gli otto agenti sono stati accusati di aver falsificato alcuni documenti per coprire le violenze compiute: nelle relazioni prodotte il giorno dopo le violenze avrebbero parlato di cadute accidentali, scivolamenti su pavimenti bagnati e di un detenuto che avrebbe sbattuto la testa contro il vetro di una finestra come atto di autolesionismo, fa sapere l’avvocata Simona Filippi dell’associazione Antigone, che si occupa da molti anni di diritti delle persone detenute.
Le condanne sono state stabilite al termine di un lungo procedimento iniziato proprio nel 2016, seguito sia dall’associazione Antigone che dall’ex garante dei detenuti del comune di Ivrea, Paola Perinetto, e preso poi in carica dalla procura generale di Torino nel 2020. Le condanne di oggi sono le uniche nel processo, che si è conclusocon altre quattro persone tra quelle indagate (nel loro caso per lesioni) assolte per avvenuta prescrizione, l’istituto giuridico che rende non più perseguibile un reato dopo il passaggio di un certo periodo di tempo da quando è stato commesso. Tutte le persone indagate erano agenti penitenziari, fa sapere sempre Antigone.


