Hannah Montana e gli anni d’oro di Disney Channel
Il 24 marzo 2006 uscì la prima puntata della serie che ha cambiato la televisione per adolescenti e reso famosa Miley Cyrus

Vent’anni fa su Disney Channel andò in onda il primo episodio della sit-com Hannah Montana in cui Miley Cyrus, che allora aveva tredici anni, interpretava una cantante con una doppia vita. La serie fu un successo enorme in tutto il mondo e anche in Italia, dove uscì a settembre dello stesso anno. Venne rinnovata per quattro stagioni (dal 2006 al 2011), diventò un film nel 2009 e portò a Miley Cyrus una fama che lei sfruttò per diventare qualcos’altro.
L’uscita di Hannah Montana arrivò in un periodo di grande slancio per Disney Channel, che in Italia era un canale a pagamento ma molto diffuso nelle famiglie con bambini, e l’anno dopo fu trasmessa anche su Italia 1. Oggi il successo dei programmi Disney di quegli anni è dimostrato dalla quantità di giovani attori e cantanti di cui avviò le carriere. Nel 2006 uscì infatti anche il primo film della saga High School Musical, che lanciò tra gli altri gli attori Zac Efron e Vanessa Hudgens. Nel 2007, la serie I Maghi di Waverly rese famosa Selena Gomez, mentre film come Camp Rock introdussero al grande pubblico i Jonas Brothers e Demi Lovato. Poco prima di Hannah Montana erano uscite serie già molto guardate, come Raven, con Raven-Symoné, e Zack e Cody al Grand Hotel con protagonisti i fratelli Cole e Dylan Sprouse.
Dietro tutto questo c’era un piano preciso messo in atto da Anne Sweeney, allora direttrice di Disney Channel. Negli anni ’90 infatti Disney Channel non era percepito come un canale interessante per i preadolescenti, che preferivano guardare MTV. Non esistevano programmi per ragazzini e Disney era associato prevalentemente ai film d’animazione e ai parchi a tema.
Sweeney pensò di creare dei programmi che avessero come protagonisti dei preadolescenti e che raccontassero la loro vita a scuola ma anche quella in famiglia. Erano sit-com con trame abbastanza semplici, pensate per essere guardate da bambini e preadolescenti insieme ai loro genitori.
I programmi più popolari di Disney Channel si accompagnavano solitamente a un ampio corollario di prodotti, eventi e iniziative che contribuivano a mantenerne alta l’attenzione e l’interesse. Nei tardi anni Duemila era difficile che i preadolescenti – negli Stati Uniti ma anche in Italia – non venissero intercettati da questo fenomeno: oltre alle serie, esistevano zaini, astucci e altri oggetti di uso quotidiano dedicati ai personaggi più popolari, ma anche libri e videogiochi per console come Nintendo Wii e PlayStation.
In Italia i programmi di Disney Channel ebbero ampia diffusione nonostante venissero trasmessi prevalentemente su un canale a pagamento. In Italia le bambine imparavano le coreografie di Hannah Montana, acquistavano zaini e astucci con la sua faccia sopra e avevano in camera i poster di Demi Lovato e Selena Gomez. Furono sviluppate delle produzioni locali nel tentativo di replicare su scala più piccola la stessa operazione fatta con i protagonisti delle serie americane, ma il successo fu decisamente più contenuto. I programmi più noti furono Quelli dell’intervallo, Life Bites e Fiore e Tinelli, ma nessuno dei protagonisti di queste serie ebbe una carriera particolarmente fortunata.
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In quegli anni Disney lavorò per costruire un “universo” destinato al pubblico preadolescenziale, replicando una strategia già sperimentata con i film d’animazione. Hannah Montana fu l’esempio più riuscito di questa operazione: per diversi anni il suo personaggio finì per sovrapporsi quasi completamente alla persona di Miley Cyrus, diventando un fenomeno culturale difficilmente replicabile.
Nella serie la protagonista, Miley Stewart, era una ragazzina di quattordici anni, non particolarmente popolare, con pochi amici e un po’ “strambi”. Tutti elementi che contribuivano a renderla una classica “ragazza della porta accanto” in stile Disney. Allo stesso tempo però aveva delle caratteristiche che facevano sognare le adolescenti che la guardavano: viveva infatti in una villa gigantesca a Malibu e aveva appunto un’identità segreta da popstar (che nascondeva semplicemente mettendo e togliendo una parrucca).
Il personaggio di Miley Stewart sembrava scritto per assomigliare all’attrice che lo interpretava: una ragazzina nata nel Tennessee che si trasferisce a Malibu, in California, per fare la popstar. Miley Cyrus aveva fatto lo stesso: era nata a Nashville e si era trasferita a 12 anni in California per lavorare a Hannah Montana.
Nel film il padre di Cyrus, Billy Ray Cyrus, interpreta il padre della protagonista, e oltre a essere il suo manager è anche un cantante country, come nella realtà. All’interno del programma televisivo recitò anche Dolly Parton, amica di Billy Ray Cyrus. Queste e altre somiglianze tra Miley Stewart e Miley Cyrus portarono le ragazze che guardavano il programma a interessarsi molto alla sua vita, cosa che favorì un’identificazione molto forte tra attrice e personaggio. Per i fan della serie Miley Cyrus era una popstar proprio come il suo personaggio. Si sviluppò così una forma di idolatria che usciva dai confini della narrazione televisiva e si estendeva alla vita reale.

Lily Scott, Miley Stewart e Oliver Oken (Eric Mccandless/Getty)
Disney riconobbe rapidamente il potenziale commerciale di questa sovrapposizione tra persona e personaggio e decise di sfruttarla. Nel 2009 organizzò il “Best of Both Worlds Tour”, una tournée in cui Miley Cyrus si esibiva dal vivo prima vestendo i panni di Hannah Montana e poi, nella seconda parte del concerto, togliendosi la parrucca e cantando come Miley Cyrus canzoni meno pop. I concerti riproducevano fedelmente l’estetica e le dinamiche viste nella serie: le stesse canzoni, lo stesso immaginario, la stessa costruzione scenica.
Nel 2009 uscì Hannah Montana: The Movie, che fu un’ulteriore conferma dell’enorme successo del personaggio: nel primo weekend di programmazione incassò circa 32 milioni di dollari al botteghino degli Stati Uniti. Era un risultato significativo perché, fino a quel momento, Disney Channel aveva provato più volte a portare al cinema i suoi prodotti di maggior successo senza riuscire a ottenere risultati paragonabili (fatta eccezione per High School Musical che però era stato pensato dall’inizio come lungometraggio).
Come osservò all’epoca il New York Times, non era semplice per le popstar adolescenti replicare sul grande schermo il successo che avevano in televisione. Per esempio il film con Hilary Duff Lizzie McGuire – Da liceale a popstar, nel 2003, incassò solo 17,3 milioni di dollari nel weekend di apertura: un risultato considerato modesto rispetto alla popolarità della serie da cui era tratto. Mentre il film Jonas Brothers: The 3D Concert Experience, che uscì nel febbraio del 2009, esordì con circa 12,5 milioni di dollari, al di sotto delle aspettative.
Proprio per via della rilevanza culturale di Hannah Montana in quegli anni c’è chi parla di un “effetto Hannah Montana” per indicare il lascito che la sitcom ebbe sulla diffusione delle popstar molto giovani dopo di lei. Artiste ventenni come Olivia Rodrigo, Chappell Roan e Sabrina Carpenter hanno ricordato più volte che Hannah Montana per loro era stata una fonte di ispirazione e che avrebbero voluto essere come lei. Rodrigo e Carpenter ebbero in effetti un percorso simile a quello di Cyrus: furono entrambe protagoniste di sitcom di Disney Channel e grazie a quella popolarità oggi sono tra le popstar statunitensi di maggior successo.
Addirittura Sabrina Carpenter partecipò da giovanissima al concorso “Be a Star” in cui bambine molto piccole interpretavano canzoni di Miley Cyrus e Hannah Montana. Il contest era promosso dalla stessa Cyrus sul sito MileyWorld.com (che non esiste più).
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La sovrapposizione con il personaggio di Hannah Montana diventò negli anni un problema per Miley Cyrus: molti fan la chiamavano Hannah e non era contemplato che potesse prendere le distanze da quello che ci si aspettava dal suo personaggio, nonostante vari tentativi in quella direzione. Per questo dal 2013 (la serie era finita nel 2011) Cyrus rese esplicita una rottura col personaggio di Hannah Montana, adottando in pubblico un atteggiamento più trasgressivo e provocatorio, lontanissimo da quello delle serie adolescenziali di Disney.
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Negli ultimi anni, però, Cyrus ha detto di essersi riconciliata con quel periodo della sua vita: è tornata a cantare alcune delle canzoni legate al personaggio, ne parla più volentieri e nel 2024 ha partecipato a iniziative celebrative. Ha inoltre accettato di prendere parte allo speciale per i vent’anni di Hannah Montana, che sarà trasmesso su Disney dal 24 marzo 2026.



