Ora c’è anche una versione britannica del Saturday Night Live

Sabato è andata in onda la prima puntata, presentata da Tina Fey: secondo i giornali inglesi è andata meno peggio del previsto

L'attrice e comica statunitense Tina Fey (Sky TV via YouTube)
L'attrice e comica statunitense Tina Fey (Sky TV via YouTube)

Sabato sera è andata in onda la prima puntata della versione britannica di Saturday Night Live, il celebre programma statunitense con sketch comici noto anche come “SNL”. La puntata è stata condotta dall’attrice, produttrice e comica Tina Fey, una fra i tanti che cominciarono a fare carriera proprio grazie a SNL, e che per alcuni anni fu anche la sua autrice principale. Secondo i giornali britannici, dopotutto, è andata meno peggio del previsto.

Presentando la serata, Fey ha ironizzato sul fatto che fosse un’americana a presentare l’esordio della versione britannica del programma, dicendo che «nessuno di voi bastardi vorrebbe farlo». Come spesso succede nel programma negli Stati Uniti, il suo monologo iniziale è stato interrotto prima dall’attrice irlandese Nicola Coughlan (nota per Bridgerton e Derry Girls), poi dall’attore Michael Cera e infine dal comico Graham Norton, che è salito con lei sul palco. Andando avanti si sono susseguiti diversi sketch più o meno riusciti, recitati con un cast di undici attrici e attori giovani e perlopiù poco noti.

La versione britannica di SNL è piuttosto simile a quella statunitense, uno dei programmi più longevi della televisione nazionale, che va in onda una volta alla settimana dal 1975 su NBC. Ogni puntata è costruita intorno a un ospite speciale, che partecipa agli sketch comici, si esibisce musicalmente e contribuisce in generale allo sviluppo della serata. Nonostante negli ultimi anni abbia registrato un calo degli ascolti – dovuto anche al fatto che la televisione tradizionale è sempre meno seguita – il programma è rimasto culturalmente rilevante. Ci è riuscito soprattutto ospitando personaggi molto popolari tra il pubblico più giovane, come Harry Styles, Bad Bunny o Dua Lipa.

A differenza della versione originale, che ha circa 20 episodi per stagione, quella britannica però per ora ne prevede soltanto otto. Viene trasmessa su Sky One, un canale a pagamento, e non essendo disponibile sulla televisione generalista è accessibile solo a una parte relativamente ristretta del pubblico del Regno Unito.

In più la serie non è stata particolarmente pubblicizzata: secondo il quotidiano Independent, che nel complesso ha comunque dato una valutazione positiva della prima puntata, la promozione di SNL passerà soprattutto dalle clip che circoleranno sui social network. Il fatto che ci sia meno attenzione sul programma in sé tra l’altro ha consentito agli autori e agli interpreti di essere più spericolati nelle battute e di osare un po’ di più.

– Leggi anche: I video dell’episodio speciale per i 50 anni del Saturday Night Live

Già qualche giorno prima The Conversation si domandava in che modo la politica sarebbe entrata all’interno del programma, visto che quella britannica è «meno spettacolare di quella statunitense». Secondo il sito era difficile immaginare un attore che interpreta il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer nello sketch di apertura del programma (come succede spesso nella versione statunitense con uno che imita Donald Trump) «ed è ancora più difficile immaginare gli elettori britannici applaudirlo, soprattutto in un momento in cui la politica è già satura di momenti virali e tentativi di autenticità forzata».

Secondo i giornali inglesi in effetti tra i momenti meno riusciti c’è lo sketch in cui è stata inscenata la preparazione di una telefonata tra Starmer e Trump. Per l’Independent per esempio è stato un «gesto poco elegante nei confronti di un obiettivo piuttosto facile».

Anche lo sketch che aveva come protagonista la caricatura del celebre naturalista David Attenborough intento a celebrare l’Ultima cena con diversi personaggi britannici non è stato particolarmente apprezzato. Il Guardian lo ha definito eccessivamente lungo e un po’ esagerato, con gag forzate che non riuscivano a decollare, a eccezione della riuscita interpretazione di Lady Diana Spencer, che è invece piaciuta.

In generale i giornali britannici si aspettavano che il programma sarebbe stato un flop e, proprio per questo hanno dato risalto ai momenti più riusciti, come il monologo di Tina Fey. Anche secondo il Guardian la prima puntata non è andata complessivamente male. L’idea condivisa è che, andando avanti, si possa fare sempre meglio.

È stata molto apprezzata anche la versione britannica del “Weekend update”, uno degli sketch comici più longevi del SNL che simula un telegiornale, dove i conduttori commentano e prendono in giro le notizie della settimana. I comici Ania Magliano e Paddy Young hanno fatto battute molto più spudorate rispetto alla versione americana. Alcune potrebbero essere considerate eccessive, come la gag sul corpo del Principe Andrea ritrovato in una palude. Secondo l’Independent, comunque, questo almeno dimostra che i comici non hanno paura di rischiare di offendere il pubblico.

Comunque non è la prima volta che Saturday Night Live viene replicato in un altro paese. Nel 2017 ci fu una versione locale in Francia, e anche in Italia si tentò un esperimento simile: fu condotto da Claudio Bisio dal 2006 al 2011 su Mediaset e fu poi riproposto nel 2018 su TV8.