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  • Sabato 21 marzo 2026

Armand Duplantis e gli altri

I record dello svedese nel salto con l'asta continuano a sembrare irraggiungibili, ma stanno spingendo altri atleti a migliorarsi

Duplantis festeggiato da Karalis, Kendricks e Marschall dopo il record del mondo battuto ai Mondiali di Tokyo nel settembre del 2025 (AP Photo/Matthias Schrader)
Duplantis festeggiato da Karalis, Kendricks e Marschall dopo il record del mondo battuto ai Mondiali di Tokyo nel settembre del 2025 (AP Photo/Matthias Schrader)
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Prima che a metà degli anni Ottanta ci riuscisse il sovietico Sergej Bubka, superare i 6 metri nel salto con l’asta sembrava una cosa difficile anche solo da immaginare. Nei primi tre mesi del 2026 già sei atleti hanno saltato oltre quella soglia, alcuni di parecchio. Tra di loro c’è chiaramente Armand Duplantis, il miglior saltatore con l’asta di tutti i tempi: di recente lo svedese ha alzato a 6,31 metri il record del mondo, e ai Mondiali indoor di atletica leggera di Torun, in Polonia, si presenta come netto favorito.

Dietro di lui però diversi saltatori si stanno facendo notare e anzi, nonostante la competizione per il primo posto sia stata fin qui quasi inesistente per via dell’evidente superiorità di Duplantis, continuano a migliorare, in parte anche grazie a lui.

Il mese scorso il 26enne greco Emmanouil Karalis ha saltato 6,17 metri, la miglior misura mai fatta da un atleta che non sia Duplantis. Oltre a lui, nel 2026 hanno migliorato il proprio record personale il norvegese Sondre Guttormsen (6,06 metri), il bielorusso Matvei Volkov (6,01), lo statunitense Zachary Bradford (6,01) e l’australiano Kurtis Marschall (6,00).

I 6,17 metri saltati da Karalis ai campionati nazionali greci sono la stessa misura che sei anni fa Duplantis fece proprio a Torun, quando fece il suo primo record del mondo. Da quel momento lo ha migliorato altre 14 volte, un centimetro alla volta.

Il salto da 6,17 metri di Karalis

Succede spesso, soprattutto in sport di questo tipo, che uno o più atleti formidabili aprano la strada per altri risultati notevoli, portando a un innalzamento generale del livello. La scorsa settimana il sito Queen Atletica, parlando di Duplantis e degli altri, scriveva: «Quando un atleta ridefinisce i limiti di una disciplina, l’intero movimento reagisce. I giovani atleti crescono con nuovi riferimenti tecnici, gli allenatori adattano i loro modelli di allenamento e la percezione del limite si sposta verso l’alto. In altre parole: quando il numero uno fa sembrare normale l’impossibile, l’impossibile smette lentamente di essere impossibile».

Può sembrare un po’ un pensiero magico: non è che siccome Duplantis salta molto in alto, pure gli altri riescono a saltare un po’ più in alto. Eppure se si considera la storia delle varie discipline di salto si trovano spesso periodi in cui si arrivò con costanza a certe misure, seguiti da anni in cui invece si è tornati indietro. E questo nonostante tecnologie, materiali e allenamenti nel frattempo siano migliorati.

Duplantis è eccezionale e certe sue cose sono, almeno per ora, inimitabili e irraggiungibili. Ma stargli accanto, vederlo saltare, capire come si allena e carpire qualche dettaglio nei suoi gesti, è senz’altro d’aiuto: è di esempio e fa da stimolo.

Nella finale dei Mondiali di salto in lungo del 1991 Mike Powell e Carl Lewis saltarono entrambi oltre gli 8,90 metri (il secondo con il contributo del vento). Ai Mondiali dello scorso anno a Mattia Furlani sono bastati 8,39 metri per vincere, e in generale sono diversi anni che i migliori atleti si fermano al massimo a 8,50-8,60 metri.

La stessa cosa succede nel salto in alto, dove il record mondiale resiste da oltre trent’anni (i 2,45 metri saltati nel 1993 dal cubano Javier Sotomayor). Una decina di anni fa atleti come Mutaz Barshim e Bohdan Bondarenko si avvicinarono a quel record, superando spesso i 2,40 metri. Tra il 2013 e il 2018 ci furono ben 24 salti oltre i 2,40 metri solamente outdoor; dal 2019 in poi nessun atleta ha superato quella soglia.

6 atleti sopra i 2,40 metri nel 2014; e poi nessuno oltre quella misura tra il 2019 e oggi, nel salto in alto

Il salto con l’asta ha beneficiato della presenza di Duplantis prima di tutto in termini di visibilità, sponsor e attenzioni. Oggi lo svedese è uno degli atleti più noti al mondo, e le gare sono diventate tra le più seguite nell’atletica leggera: non tanto perché l’esito sia incerto, quanto per vedere di quanto vincerà Duplantis, e se batterà un altro record. In molti ritengono possibile che arrivi almeno a 6,40 metri.

I suoi “rivali” hanno detto spesso di essere stati spinti a migliorarsi proprio dalle prestazioni eccezionali di Duplantis. C’è un certo fair play tra Duplantis e gli altri, che spesso quando rimane in gara solo lo svedese si mettono a fare il tifo per lui, e a esultare se batte un nuovo record del mondo. Karalis, che è amico di Duplantis da tempo, ha detto al sito ufficiale delle Olimpiadi di sentirsi «orgoglioso di poter vivere in quest’epoca con Mondo [il soprannome di Duplantis] e tutti questi ragazzi. Questo è il miglior periodo storico del salto con l’asta».

La finale maschile del salto con l’asta ai Mondiali indoor di Torun comincia sabato 21 marzo alle 18:25. I Mondiali sono trasmessi su Rai Sport e Sky Sport Arena.

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