Antonio Tajani ne sta dicendo una peggio dell’altra
Per giustificare una frase uscita male sui droni in Medio Oriente il ministro degli Esteri ha di fatto colpevolizzato le vittime della strage di Crans-Montana

Nelle scorse settimane il ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato un po’ preso in giro per i consigli che aveva dato agli italiani che si trovavano in Medio Oriente, in territori colpiti dagli attacchi iraniani: aveva raccomandato di «non uscire di casa e di non affacciarsi alla finestra» se ci sono droni in arrivo. Erano i primi giorni della guerra, c’erano molti italiani all’estero in attesa di rientrare in sicurezza, ma nonostante il momento concitato il suggerimento di Tajani è apparso inevitabilmente ovvio.
Giovedì, in un’intervista alla trasmissione televisiva Tagadà su La7, Tajani ha tentato di giustificare quella frase con una che alla fine è suonata persino peggio: «Qualcuno ha ironizzato su quello che ho detto perché sembra una cosa ovvia. Ma è pure una cosa ovvia uscire subito da una discoteca se c’è un incendio in discoteca. Purtroppo, per mettersi a filmare, quaranta ragazzi hanno perso la vita».
Tajani si riferiva all’incendio della notte di Capodanno in una discoteca a Crans-Montana, in Svizzera, dove sono morte 41 persone e ne sono rimaste ferite 115, tra cui molte italiane: l’incendio è divampato nel seminterrato del locale per le scintille di candele pirotecniche tenute troppo vicine al soffitto, ricoperto da pannelli di spugna non ignifuga.
Si è potuta ricostruire l’origine delle fiamme dai molti video girati dalle persone presenti in quel momento. Nelle settimane successive c’è stato un po’ di dibattito sul fatto che i ragazzi e le ragazze si siano messi a riprendere le fiamme invece di lasciare subito il locale, con lo stesso ragionamento che ha fatto Tajani. Ma alcuni video sono stati fatti all’inizio, quando le fiamme erano ancora circoscritte, e in ogni caso la strage è avvenuta perché molto probabilmente il locale non aveva rispettato le misure di sicurezza e prevenzione in caso di incendio: le persone che tentavano di scappare sono rimaste bloccate sulla scala per salire al piano terra, e l’uscita di sicurezza del seminterrato era chiusa.
La conduttrice di Tagadà Tiziana Panella ha risposto a Tajani: «Hanno perso la vita in quella discoteca perché qualcuno non aveva fatto tutti i lavori che doveva fare». Le indagini hanno ricostruito che il locale non riceveva un’ispezione da anni, e che nessuno si era mai posto il problema di fare una prova di evacuazione antincendio. Sono indagati i proprietari del locale, diversi funzionari comunali e il sindaco di Crans-Montana.
Alla risposta di Panella, Tajani è andato sulla difensiva e ha ribattuto: «Non ho detto che loro hanno appiccato un incendio, non trovate sempre una scusa per dire che…». Tajani stava probabilmente per riferirsi ai giornalisti che cercano di estrapolare dichiarazioni imbarazzanti, ma è stato interrotto da Panella: «Le ho consentito di chiarirlo perché sennò poteva suonare diversamente, tutto qua».
Delle uscite quanto meno intempestive di Tajani si era parlato anche per un altro episodio. Nei primi giorni della guerra in Medio Oriente, al telefono con l’ambasciatrice italiana in Iran Paola Amadei, Tajani le aveva chiesto: «Oggi come sono stati i bombardamenti?».


