L’Argentina si è ufficialmente ritirata dall’OMS: è il secondo paese a farlo dopo gli Stati Uniti

L’Argentina si è ufficialmente ritirata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’agenzia dell’ONU che si occupa di salute. Aveva avviato un anno fa il processo per abbandonare l’organizzazione, ed è il secondo paese a lasciarla dopo gli Stati Uniti, il cui ritiro era diventato ufficiale a gennaio. Il governo argentino, guidato dal presidente Javier Milei – leader di destra e stretto alleato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump –, ha deciso di lasciare l’OMS perché ritiene che l’organizzazione limiti la sovranità sanitaria del paese: in realtà l’OMS non ha il potere di imporre misure sanitarie a nessuno dei suoi membri, ma si limita a fare raccomandazioni sulla gestione di questioni legate alla salute pubblica.
Inoltre secondo Milei l’OMS ha gestito in modo inadeguato la risposta alla pandemia da Covid-19. Durante la pandemia e gli anni successivi l’OMS è diventata oggetto di critiche da parte di molte persone comuni e di politici di destra e di estrema destra, tra cui anche Trump, secondo cui le misure consigliate per superare la pandemia come il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine, il lockdown e le vaccinazioni erano tutte ingiuste limitazioni alle libertà personali.
Il ritiro dell’Argentina ha comunque conseguenze più limitate per l’OMS rispetto a quello degli Stati Uniti poiché, a differenza di questi, l’Argentina non era tra i principali finanziatori dell’agenzia. Il costo del contributo dell’Argentina all’OMS secondo il governo argentino è di 10 milioni di dollari all’anno, cifra che ora non dovrà più essere pagata.


