È stata annullata la condanna in primo grado del cardinale Angelo Becciu per errori procedurali: ci sarà un nuovo processo

Il cardinale Angelo Becciu (ANSA/Angelo Carboni)
Il cardinale Angelo Becciu (ANSA/Angelo Carboni)

La Corte d’Appello della Città del Vaticano ha annullato le condanne di primo grado per peculato (cioè appropriazione di denaro pubblico) e per truffa a carico del cardinale Angelo Becciu, uno degli ex dirigenti della segreteria di Stato vaticana, ossia il più importante organo di governo della Chiesa cattolica. Becciu è stato il primo cardinale processato e condannato da un tribunale laico, per un grosso scandalo finanziario. Di lui si era molto parlato l’anno scorso perché la condanna aveva messo in dubbio la sua partecipazione all’ultimo conclave, dopo la morte di papa Francesco.

La Corte ha accolto il ricorso dei legali di Becciu, che contestavano alcuni errori procedurali nel procedimento giudiziario, e ha disposto che venga fatto un nuovo dibattimento. Il tribunale aveva condannato Becciu nel dicembre del 2023 a cinque anni e sei mesi di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Becciu era stato accusato di peculato sia per l’acquisto di un palazzo a Londra da parte della segreteria di Stato, sia per il trasferimento di denaro e la concessione di appalti a società od organizzazioni caritatevoli controllate dai suoi fratelli in Sardegna. Fu accusato anche di truffa aggravata per il trasferimento di centinaia di migliaia di euro in favore di Cecilia Marogna, una sedicente esperta di intelligence che fu assunta nell’ambito di un progetto segreto per la liberazione di una suora rapita in Mali. Secondo il tribunale, però, questa motivazione era inesistente.