Cos’è successo nel diciassettesimo giorno di guerra
Trump se l'è presa coi paesi europei perché non lo hanno assecondato sullo stretto di Hormuz, e in Libano gli sfollati sono più di un milione

Lunedì nessun paese ha accolto la richiesta del presidente statunitense Donald Trump di mandare mezzi militari per scortare le navi commerciali nello stretto di Hormuz, che l’Iran blocca dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Trump ha sostenuto che ci siano paesi disposti a sostenere il suo piano, ma non ha detto quali, e ha criticato lo scarso entusiasmo con cui gli alleati hanno accolto la sua proposta.
La Francia è stata risparmiata dalle critiche di Trump, probabilmente perché è il paese europeo che finora ha spostato maggiori forze verso il Medio Oriente. Lunedì l’Unione Europea ha detto che rafforzerà la sua missione navale nel mar Rosso, che si chiama Aspides e serve a proteggere le navi dagli attacchi degli Houthi, una milizia yemenita alleata dell’Iran. La missione però non sarà estesa allo stretto di Hormuz.
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Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha promosso questa soluzione, dicendo che per l’Italia inviare navi militari a Hormuz «vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento» nella guerra. Meloni ha mantenuto una linea cauta sulla guerra, in modo non facile per lei. A lungo ha cercato di presentarsi come principale interlocutrice di Trump in Europa, ma negli ultimi mesi si è distanziata da lui in varie occasioni.

Trump col modellino di un bombardiere statunitense B-2, nello Studio Ovale della Casa Bianca, il 16 marzo (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
Trump ha detto anche – e non è la prima volta – di sapere se la nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sia vivo o morto. Khamenei non si è ancora mai mostrato in pubblico, e lo scorso giovedì un suo primo messaggio era stato letto sulla tv di stato iraniana.
Intanto, i bombardamento israeliani in Libano hanno ucciso almeno 886 persone e hanno causato oltre un milione di sfollati. Lunedì mattina l’esercito israeliano ha cominciato nuove operazioni di terra nel sud del paese.

Soccorritori tra le macerie di un palazzo distrutto da un bombardamento a Teheran, il 16 marzo (Getty Images)
I Guardiani della Rivoluzione, il corpo militare più potente dell’Iran, hanno detto che attaccheranno le sedi delle aziende statunitensi in Medio Oriente, chiedendo che siano evacuate. Negli ultimi giorni Citigroup e altre grandi banche internazionali avevano comunque già chiuso i loro uffici nei paesi del Golfo.
L’Agenzia internazionale dell’Energia ha detto che potrebbe mettere a disposizione ancora più petrolio, oltre ai 400 milioni di barili già impegnati lo scorso 11 marzo in un’iniziativa senza precedenti. Ha detto anche di avere riserve d’emergenza per un totale di 1,4 miliardi di barili. Lunedì, nonostante i piani di Trump per riaprire lo stretto di Hormuz siano rimasti in larga parte disattesi, il prezzo del petrolio è diminuito leggermente.
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