In Kazakistan è stata approvata una nuova Costituzione, che rafforza ulteriormente i poteri del presidente autoritario Tokayev

Domenica in Kazakistan c’è stato un referendum nel quale gli elettori hanno votato in larga maggioranza per approvare una nuova Costituzione: è la seconda modifica alla Costituzione negli ultimi quattro anni. Vari esperti ritengono che questa riforma possa rafforzare i poteri del presidente Kassym-Jomart Tokayev – che governa il paese in modo autoritario dal 2019 – permettendogli di mantenere il potere oltre il 2029, quando scadrà il suo mandato. In Kazakistan il presidente può fare un solo mandato di sette anni e Tokayev lo ha cominciato ufficialmente nel 2022 (il periodo tra il 2019 e il 2022 non è considerato un mandato poiché in quanto presidente del Senato subentrò inizialmente al presidente Nursultan Nazarbayev che si era dimesso).
La nuova Costituzione semplifica molto l’assetto del parlamento, che è stato trasformato in un organo monocamerale con l’abolizione del Senato, e ripristina la carica di vicepresidente, che era stata abolita nel 1996. Dà al presidente il potere di nominare il vicepresidente, oltre a una serie di altre figure chiave, e prevede la creazione di un nuovo organo, il Consiglio del Popolo, che ha il compito di presentare proposte di legge e indire referendum: i suoi membri saranno nominati unicamente dal presidente. La nuova Costituzione entrerà in vigore il 1° luglio 2026.
In totale hanno votato poco più di 9 milioni di elettori, con un’affluenza di circa il 73 per cento, e il sì – ovvero la decisione di cambiare la Costituzione – ha preso l’87 per cento dei voti.


