L’Ecuador schiererà 35mila poliziotti in una grossa operazione contro il narcotraffico

Domenica in Ecuador è cominciata una grossa operazione per contrastare la criminalità organizzata dedita al narcotraffico, il cui potere è cresciuto parecchio negli ultimi anni. Il ministro dell’interno John Reimberg ha detto che saranno impiegati 35mila poliziotti: l’operazione durerà 15 giorni, prevede un coprifuoco quotidiano dalle 23 alle 5 del mattino, la presenza di vari checkpoint e riguarderà le province di Guayas (dove si trova Guayaquil, la città più popolosa del paese e un importante porto), Santo Domingo de los Tsáchilas, El Oro e Los Ríos, dove le organizzazioni criminali sono maggiormente attive.
In queste operazioni il governo dell’Ecuador ha ottenuto il sostegno di alcuni paesi tra cui gli Stati Uniti. La settimana scorsa i due paesi avevano annunciato l’avvio di una serie di operazioni congiunte contro la criminalità organizzata.
Negli ultimi anni l’Ecuador è diventato uno snodo fondamentale per il traffico di cocaina verso gli Stati Uniti e l’Europa: secondo alcune stime circa il 70 per cento delle sostanze stupefacenti prodotte in Colombia e in Perù – due paesi con cui l’Ecuador confina e che sono tra i principali produttori di cocaina del mondo – passa attraverso l’Ecuador, da cui poi vengono spedite. Questo ha comportato anche un aumento della violenza: il 2025 è stato l’anno con più omicidi nella storia dell’Ecuador, con 9.235 uccisioni.


