Uno degli alberi più grandi e vecchi d’Europa è molto malato
Le radici del ficus magnolioide di piazza Marina a Palermo sono state intaccate da un fungo

Nelle ultime settimane l’enorme fico magnolioide (Ficus macrophylla columnaris) di piazza Marina a Palermo, uno degli alberi più grandi e vecchi d’Europa, ha cambiato aspetto: quasi tutte le radici aeree che caratterizzano questa varietà si sono seccate, il segnale evidente di una grave malattia. Secondo i primi esami fatti dal dipartimento di Scienze agrarie dell’università di Palermo, la colpa è di un fungo che ha compromesso circa metà della pianta.
Il fico magnolioide di piazza Marina non è un albero come gli altri: è alto 21 metri, ha un fusto di 36 metri di circonferenza e fu piantato qui 162 anni fa da una talea (cioè una parte staccata) presa dal capostipite di tutti i ficus cresciuti in Sicilia e in generale nell’Italia meridionale, ovvero il fico magnolioide piantato nell’orto botanico di Palermo nel 1845.
Oltre alle normali radici che si allargano nel terreno, il fico magnolioide ha radici aeree, che crescono in altezza e non in profondità, trasformandosi in delle specie di colonne che aiutano a sostenere il peso notevole. Questi alberi crescono a gran velocità: negli ultimi decenni quello di piazza Marina ha via via occupato una parte significativa di villa Garibaldi, il giardino storico realizzato negli anni Sessanta dell’Ottocento all’interno della piazza, superando addirittura la recinzione.
Negli ultimi anni alcuni pesanti rami erano già caduti a terra probabilmente per via di uno squilibrio idrico d’estate, senza causare danni o feriti, ma con la malattia il rischio di schianti a terra è aumentato. Secondo Repubblica Palermo, il comune starebbe valutando di transennare tutta l’area intorno all’albero per evitare danni alle auto parcheggiate.
Da alcuni giorni il giardino storico è chiuso per interventi di potatura straordinaria di tutti gli altri alberi e già dalla prossima settimana inizieranno gli studi degli esperti del dipartimento di Agraria, dell’ordine degli agronomi e dell’orto botanico di Palermo per capire se sarà possibile curare il fico magnolioide. L’obiettivo degli studi è individuare il fungo responsabile del disseccamento delle radici aeree. Massimo Midiri, il rettore dell’università, ha promesso che gli esperti faranno di tutto per salvare l’albero.
Secondo il ministero delle Politiche agricole e forestali, il fico di piazza Marina è di particolare interesse non solo per la sua grandezza, ma anche per l’età, la forma e il portamento, la rarità botanica, l’architettura vegetale, il valore storico, e per questi motivi è stato inserito nell’elenco degli alberi monumentali italiani.
Secondo la legge, può rientrare nell’elenco ogni albero che sia un «raro esempio di maestosità e longevità, che mostri un particolare pregio naturalistico per rarità della specie o che costituisca un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario e delle tradizioni locali». Ogni anno il ministero aggiorna l’elenco degli alberi monumentali: oggi sono in totale 4.944.
In questa mappa è possibile individuare tutti gli alberi monumentali italiani: per ogni albero sono indicati il luogo e le principali caratteristiche come l’altezza e la circonferenza del fusto.
Nell’ultimo anno sono stati inseriti 211 nuovi alberi tra cui un cipresso di Padova di oltre 200 anni, che si trova nel giardino della Chiesa degli Eremitani; un Pino Kauri di Sorrento, sempreverde raro di circa due secoli; una Bouganville di Menfi, in provincia di Agrigento, che con la sua chioma di 280 metri quadrati forma una pergola naturale, tra le più grandi in Italia.



