Tre fratelli norvegesi di origine irachena sono stati arrestati per l’esplosione fuori dall’ambasciata statunitense di Oslo

Tre cittadini norvegesi di origine irachena sono stati fermati a Oslo con l’accusa di essere coinvolti nell’esplosione che domenica scorsa aveva danneggiato il portone dell’ambasciata degli Stati Uniti nella capitale della Norvegia, senza provocare feriti. La polizia ha detto che i tre sono fratelli, che hanno tutti intorno ai vent’anni, e che sono sospettati di terrorismo: non ci sono ancora certezze sulle loro motivazioni, e non è nemmeno chiaro se abbiano agito per conto loro o, dato l’obiettivo, per conto di un governo straniero.
Il procuratore norvegese, Christian Hatlo, ha detto che nessuno dei tre era noto alle forze dell’ordine. La polizia ritiene che uno di loro sia la persona che ha materialmente posizionato la bomba fuori dall’ambasciata, un ordigno rudimentale, e che gli altri due siano suoi complici. Al momento non si escludono nemmeno dei loro possibili legami con gruppi criminali. Nel frattempo un portavoce del dipartimento della Difesa statunitense ha fatto sapere che anche gli Stati Uniti stanno indagando.


