L’Italia userà 9,9 milioni di barili di petrolio delle sue riserve di emergenza per contenere gli effetti della crisi

Giovedì il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha detto che l’Italia userà 9,9 milioni di barili di petrolio delle sue riserve di emergenza. È il contributo al piano deciso dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), un’organizzazione intergovernativa di cui fa parte anche l’Italia. Mercoledì i paesi membri dell’AIE avevano deciso di usare parte delle loro riserve di emergenza di petrolio, per cercare di contenere gli effetti negativi causati dalla guerra in Medio Oriente.
Da quando è iniziata la guerra, la quantità di petrolio commerciata nel mondo è diminuita, come effetto degli attacchi dell’Iran contro i paesi del Golfo, e del crollo del traffico nello stretto di Hormuz, che collega il golfo Persico al mare Arabico, ed è cruciale per il commercio mondiale del petrolio. Il prezzo è quindi aumentato parecchio: la quotazione del petrolio Brent, tra le più usate per stabilire il prezzo del petrolio a livello globale, è vicina ai 100 dollari al barile, quando prima della guerra era attorno ai 70.
L’AIE è un’organizzazione intergovernativa che mette insieme 32 paesi, per lo più con economie ricche. Tra i suoi scopi ha quello di coordinare una risposta internazionale in caso di crisi energetiche. Mercoledì i paesi membri avevano approvato all’unanimità il piano di emergenza più grande della storia dell’AIE, che prevede di usare 400 milioni di barili di petrolio sui circa 1,8 miliardi delle riserve d’emergenza.
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