La guerra in Medio Oriente sta creando la crisi peggiore di sempre per il mercato petrolifero globale

Lo ha detto l'Agenzia internazionale dell’Energia, che per affrontarla ha messo a disposizione una parte delle sue riserve d'emergenza

Un uomo cammina su un molo a Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti, oltre cui si vedono navi cargo e petroliere ferme nei pressi dello stretto di Hormuz, l'11 marzo
Un uomo cammina su un molo a Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti, oltre cui si vedono navi cargo e petroliere ferme nei pressi dello stretto di Hormuz, l'11 marzo (AP Photo/Altaf Qadri)

Secondo l’Agenzia internazionale dell’Energia (AIE), la guerra in Medio Oriente «sta creando la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero globale». L’ha scritto nel suo primo report mensile da quando è iniziata.

La crisi, che non si limita al settore petrolifero, è dovuta principalmente al fatto che l’Iran sta bloccando i traffici marittimi nello stretto di Hormuz, attaccando le navi che provano ad attraversarlo. Dallo stretto passa ogni anno circa un quinto di tutto il petrolio venduto al mondo, esportato principalmente dai paesi del golfo Persico, che sono tra i principali produttori. L’AIE ha paragonato i flussi attuali a «un rivolo» di quelli precedenti. Ha stimato inoltre che, nel mese di marzo, il blocco sottrarrà al mercato 8 milioni di barili di petrolio al giorno.

Mercoledì l’AIE aveva approvato il più grande piano di sempre per usare le sue riserve di petrolio di emergenza e provare ad attenuare questi problemi. Prevede di rendere disponibili 400 milioni di barili di petrolio, ossia un terzo delle sue riserve. Concretamente, significa che i produttori renderanno gradualmente disponibile più petrolio perché lo ordinino le raffinerie. È un rimedio provvisorio e difficilmente ripetibile, comunque.

I paesi del Golfo stanno esplorando alternative via terra per continuare a esportare petrolio e gas naturale, ma quelle disponibili non hanno la stessa capacità delle navi e quindi non possono sostituirle nel breve termine. Oltre a non esportare il petrolio come prima, questi paesi hanno dovuto ridurre o sospendere la produzione, a causa degli attacchi iraniani ai loro impianti e per l’insufficienza di infrastrutture di stoccaggio per petrolio e gas invenduti.

L’AIE è un’organizzazione intergovernativa di cui fanno parte 32 stati, per lo più occidentali e ricchi, tra cui gli Stati Uniti e 20 paesi dell’Unione Europea, compresa l’Italia. È stata fondata nel 1974 e finora aveva usato le proprie riserve di emergenza altre cinque volte. L’ultima era stata all’inizio dell’invasione dell’Ucraina, nel 2022: all’epoca i paesi membri avevano usato 182 milioni di barili.

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