Volkswagen prevede di licenziare 50mila persone entro il 2030 per ridurre i costi

L’azienda automobilistica tedesca Volkswagen ha detto che prevede di licenziare altre 15mila persone entro il 2030 per ridurre i costi a causa della crisi che sta attraversando ormai da tempo: Volkswagen ha chiuso comunque il 2025 con 6,9 miliardi di euro di profitti, in calo del 44 per cento rispetto ai 12,4 del 2024. Due anni fa l’azienda aveva già trovato un accordo con i sindacati per eliminare 35mila posti di lavoro tra prepensionamenti e uscite incentivate: con i licenziamenti annunciati martedì ridurrà i propri dipendenti (in totale 663mila) di circa 50mila unità entro il 2030.
L’amministratore delegato dell’azienda, Oliver Blume, non ha specificato come avverranno questi licenziamenti, ma ha detto che coinvolgeranno vari marchi del gruppo, tra cui Porsche, Audi e la divisione software Cariad.
Blume ha detto che il modello di business che ha sostenuto l’azienda per decenni non è più sostenibile. La crisi che sta attraversando Volkswagen riguarda un po’ tutto il settore tradizionale dell’automobile, ed è legata perlopiù a tre fattori: una forte competizione da parte delle aziende automobilistiche cinesi sia nel mercato locale, per anni tra i principali bacini di vendita per Volkswagen, sia in quello europeo; gli alti costi di ristrutturazione per spostarsi verso la produzione di auto elettriche, che però al momento non ha comportato un sostanziale aumento nelle vendite; e i dazi commerciali imposti lo scorso anno da Donald Trump, che hanno rallentato le vendite nel mercato statunitense.
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