And the Oscar forse goes to
Le previsioni su film, registi, attrici e attori che potrebbero vincere i premi più importanti di Hollywood, a leggere in giro

Nella notte tra domenica e lunedì ci sarà la 98esima cerimonia di premiazione degli Oscar, i premi più importanti del cinema statunitense, che vengono assegnati in base al voto di circa diecimila persone del mondo del cinema che fanno parte dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Anche se negli ultimi anni la cerimonia viene seguita sempre meno, per chi ama il cinema e per chi lavora nel settore gli Oscar restano comunque abbastanza importanti da generare moltissime discussioni e ipotesi su chi vincerà.
Visto che quest’anno è stato introdotto un nuovo premio, quello per il miglior casting, le categorie premiate saranno 24. Storicamente chi vuole fare previsioni il più possibile attendibili sui vincitori tiene a mente due cose: i risultati dei premi cinematografici che li precedono (soprattutto quelli assegnati dalle associazioni di produttori, registi, attori e sceneggiatori molto influenti) e cosa è successo negli anni passati (quando i film erano diversi, ma i votanti più o meno gli stessi). I critici cinematografici delle più rispettate testate statunitensi, inoltre, provano a parlare con quanti più membri possibili dell’Academy, e con chi si occupa delle campagne promozionali con cui ogni film cerca di farsi guardare, piacere e votare.
Come sempre ci sono categorie in cui il vincitore è dato quasi per scontato, e altre in cui lo è molto meno. E, come sempre, finiscono comunque per esserci sorprese.
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Miglior film
Secondo Variety la scelta del miglior film sarà una specie di «resa dei conti finale» tra i due che fin qui hanno dominato i principali eventi cinematografici e le discussioni tutto attorno: I peccatori (Sinners) di Ryan Coogler, che ha ottenuto un po’ a sorpresa il maggior numero di nomination di sempre, 16, e Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, che ne ha ricevute 13. Il primo è un horror con elementi fantastici e un forte messaggio politico, ambientato nella comunità afroamericana di una cittadina del Mississippi negli anni Trenta, e ha per protagonista Michael B. Jordan, una delle più grandi star afroamericane di questi anni. L’altro invece è un po’ un thriller, un po’ un film d’azione con una connotazione a sua volta molto politica: nel cast ci sono Leonardo DiCaprio, Sean Penn, Benicio del Toro e Teyana Taylor, tra gli altri.
Una battaglia dopo l’altra è stato a lungo il favorito degli addetti ai lavori e delle riviste di settore, ed è stato scelto come miglior film sia ai Critics’ Choice Awards che ai Golden Globe e ai BAFTA. Anche I peccatori però ha dimostrato di essere apprezzato dalla critica, e ha vinto due dei premi più importanti agli Actor Awards, i premi del cinema e della televisione assegnati dalla Screen Actors Guild, il principale sindacato di attori di Hollywood.
Come ha ricordato Entertainment Weekly, molte delle persone che assegnano gli Actor Awards fanno parte anche dell’Academy, e questo potrebbe dare un indizio su come hanno votato anche agli Oscar. Per Variety vincerà I peccatori, mentre secondo le previsioni dei critici cinematografici del Los Angeles Times, all’unanimità, Una battaglia dopo l’altra. In generale insomma sembra che sarà o l’uno o l’altro. IndieWire, che fa le cose un po’ a modo suo, ha invece messo in testa alla sua classifica L’agente segreto, il film brasiliano che ha vinto il Golden Globe come miglior film non in lingua inglese.
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Regia
Ogni anno il caporedattore dell’Hollywood Reporter Scott Feinberg fa le sue previsioni dopo aver consultato decine di giurati, addetti ai lavori e persone che hanno partecipato alle premiazioni che precedono gli Oscar. In base al suo pronostico, o “Feinberg Forecast”, il premio alla regia è abbastanza blindato e andrebbe a Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra. In quasi trent’anni Anderson è stato candidato a 14 Oscar per film come Magnolia, Il petroliere e Licorice Pizza, senza mai portarne a casa uno, e adesso c’è ampio consenso sul fatto che sia arrivato il momento.
Però anche in questo caso c’è chi, come Variety, prevede che il premio sarà assegnato a Coogler per I peccatori, e specialmente per la sua capacità di mescolare generi diversi in maniera originale. Anche qui il distacco tra Anderson e Coogler e gli altri candidati è piuttosto grande: dopo di loro c’è Chloé Zhao, regista di Hamnet – Nel nome del figlio, che racconta del tormento di William Shakespeare e della moglie Agnes per la perdita di uno dei loro figli, ma secondo i pronostici non sembra poter ambire al premio. E lo stesso vale per gli altri due candidati: Josh Safdie per Marty Supreme e Joachim Trier per Sentimental Value.
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Attrici e attori
«Datele anche un Pulitzer e un Nobel», ha scritto in maniera scherzosa Rolling Stone commentando quello che probabilmente è il premio più scontato di questa edizione. Salvo enormi sorprese infatti a vincere l’Oscar come migliore attrice protagonista sarà l’irlandese Jessie Buckley. La sua interpretazione in Hamnet è stata descritta dai critici come straordinaria e toccante, ed è riuscita a mettere d’accordo i votanti di tutti i premi più importanti fin qui. Per la testata di settore AwardsWatch, se dovesse spuntarla un’altra attrice sarebbe l’australiana Rose Byrne per il suo ruolo in Se solo potessi ti prenderei a calci, ma è molto improbabile.
Gli altri premi invece sono tutti da vedere. Timothée Chalamet è stato a lungo considerato il favorito per il ruolo da protagonista in Marty Supreme, un po’ per la massiccia campagna pubblicitaria per promuovere il film, e un po’ perché ha vinto sia ai Golden Globe che ai Critics’ Choice Awards. Con la vittoria a sorpresa di Michael B. Jordan agli Actor Awards, però, ora molti pensano che sarà lui a vincere. Qualche voce fuori dal coro, come Robert Daniels del Los Angeles Times, pensa che a vincere sarà Ethan Hawke per Blue Moon. Sembra invece difficile che Leonardo DiCaprio possa vincere il suo secondo Oscar dopo quello di dieci anni fa per The Revenant.
Secondo molti pronostici il favorito per vincere il premio come miglior attore non protagonista è l’attore svedese Stellan Skarsgård, alla sua prima volta agli Oscar nonostante la lunga carriera. È nel cast di Sentimental Value, che racconta di un padre regista che rientra nelle vite delle figlie adulte, scombussolandole. Per AwardsWatch ed Entertainment Weekly il premio andrà invece a Sean Penn, per il ruolo del generale squilibrato nel film di Paul Thomas Anderson. Sembra invece meno probabile che il premio verrà assegnato a Benicio del Toro, che recita a sua volta nello stesso film, a Jacob Elordi per Frankenstein, o a Delroy Lindo per I peccatori.
Sempre a proposito di Una battaglia dopo l’altra, fino a qualche settimana fa la favorita come miglior attrice non protagonista sembrava essere Teyana Taylor per il ruolo di Perfidia Beverly Hills. I pronostici però sono cambiati con le recenti vittorie ai Critics’ Choice Awards e agli Actor Awards di Amy Madigan: secondo AwardsWatch nell’horror d’autore Weapons non ha interpretato solo uno dei personaggi più memorabili dell’anno, ma anche uno di quelli che resteranno per decenni.
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Sceneggiature, film internazionale e altri premi
Anche nelle altre categorie ci sono premi che sembrano piuttosto sicuri, e altri più dibattuti. Il film favorito per la miglior sceneggiatura originale sembra di nuovo I peccatori, e quello per la miglior sceneggiatura non originale Una battaglia
dopo l’altra, che è ispirato a Vineland, un cervellotico romanzo di Thomas Pynchon. C’è consenso anche sul fatto che KPop Demon Hunters, il film più visto di sempre su Netflix, vincerà sia come miglior film d’animazione sia per la miglior canzone, “Golden”.
Il premio al miglior film internazionale invece è meno scontato, anche perché tutti quelli nella lista hanno fatto molto parlare, ciascuno a modo suo. Ci sono La voce di Hind Rajab (Tunisia), il film costruito attorno alla vera telefonata di una bambina palestinese intrappolata in un’auto durante un attacco israeliano a Gaza, Un semplice incidente (Francia) del regista iraniano Jafar Panahi, condannato più volte dal regime, e Sirāt (Spagna), ambientato nel deserto del Nordafrica e che ha vinto il Premio della giuria a Cannes. Ci sono poi i film candidati anche al Miglior film: Sentimental Value (Norvegia) e L’agente segreto (Brasile).
Quanto ai costumi in testa ai pronostici c’è Frankenstein di Guillermo del Toro, mentre per quanto riguarda il premio introdotto per il miglior casting quest’anno le favorite sono Nina Gold e Jennifer Venditti, due direttrici del casting molto conosciute nell’ambiente, che hanno scelto gli attori e le attrici rispettivamente di Hamnet e Marty Supreme.
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