In Iraq si sta aprendo un nuovo fronte della guerra
Tra milizie curde vicine agli Stati Uniti e milizie sciite vicine all'Iran, che hanno già iniziato a lanciare droni

Si sta aprendo un fronte in Iraq della guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran. Nelle ultime 72 ore le milizie sciite irachene che prendono ordini e finanziamenti dai Guardiani della rivoluzione iraniani avrebbero lanciato sessanta droni contro bersagli in territorio iracheno, secondo una rivendicazione illustrata pubblicata sui loro canali Telegram.
Queste milizie sciite sono state formate da migliaia di combattenti iracheni circa dieci anni fa sul modello del movimento armato Hezbollah in Libano, per fare gli interessi dell’Iran nella regione. Hanno nomi come Kataib Hezbollah, che in arabo vuol dire I battaglioni del Partito di Dio, oppure Harakat Hezbollah al Nujaba, il movimento dei nobili del Partito di Dio. Spesso firmano le rivendicazioni sotto la sigla generica di Resistenza islamica dell’Iraq.
Dal punto di vista formale le milizie sono state assorbite dall’esercito iracheno e i loro uomini prendono soldi pubblici perché sono inquadrati come soldati. Harakat Hezbollah al Nujaba figura come la dodicesima brigata dell’esercito iracheno, per esempio. In questi giorni i miliziani stanno conducendo una doppia vita: quando sono in servizio appartengono all’esercito iracheno, quando sono fuori servizio lanciano droni, anche in territorio iracheno.
Gli attacchi con i droni sono divisi così: 38 nel Kurdistan iracheno, che corrisponde al nord del paese, e 22 nella capitale Baghdad. Nel Kurdistan gli attacchi delle milizie sciite hanno preso di mira i curdi, perché i curdi sono considerati nemici da colpire. Il regime iraniano teme che dal Kurdistan iracheno potrebbe cominciare un’offensiva delle milizie curde iraniane per liberare le regioni curde dell’Iran: Donald Trump sabato l’ha esclusa, ma si è smentito più volte nel corso della guerra.
Se gli attacchi diventassero più intensi, si potrebbe cominciare a parlare di una guerra civile fra le milizie sciite irachene e i curdi iracheni. Dall’inizio della guerra, sabato 28 febbraio, ci sono stati 196 attacchi con droni e missili contro il Kurdistan iracheno, in parte arrivati dalle milizie sciite e in parte direttamente dall’Iran (questo conteggio è tenuto da Community Peacemaker Teams, una ong che si occupa di aree di crisi).
Le milizie sciite attaccano con i droni bersagli statunitensi in Kurdistan, come il consolato e l’aeroporto militare, che ospita un contingente di soldati americani, a Erbil. Attaccano bersagli statunitensi anche nella capitale Baghdad: l’ambasciata, che è protetta da una mitragliera antiaerea robotizzata in grado di distruggere droni e proiettili di mortaio in volo e da molto tempo non entrava in funzione grazie alla relativa calma nel paese, e una base di soldati americani vicino all’aeroporto internazionale.



