Sono stati pubblicati alcuni nuovi documenti degli “Epstein files” che contengono accuse di stupro contro Donald Trump

Donald Trump, Washington, 5 marzo 2026 (AP Photo/Alex Brandon)
Donald Trump, Washington, 5 marzo 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

Giovedì 5 marzo il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato alcuni documenti dell’FBI relativi al caso Epstein in cui una donna accusa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump di averla stuprata negli anni Ottanta, quando aveva tra i 13 e i 15 anni. I documenti erano stati omessi dai tre milioni di pagine pubblicate il ​​31 gennaio dal dipartimento di Giustizia a causa di quello che l’amministrazione Trump ha definito un errore di classificazione, dato che sembravano duplicati. A metà febbraio la procuratrice generale statunitense Pam Bondi (che ha ruoli simili a quelli di una ministra della Giustizia) aveva detto che l’amministrazione Trump aveva diffuso gli “Epstein files” nella loro interezza.

L’identità della donna al centro dei documenti pubblicati giovedì non è stata resa pubblica e le sue accuse non sono state verificate. Al momento non ci sono informazioni nemmeno sulle indagini condotte a partire dalle sue dichiarazioni e su come l’FBI abbia considerato la testimonianza della donna, né risulta che siano state aperte indagini a carico di Trump.

I documenti pubblicati in queste ore riportano il riassunto di quattro colloqui condotti dall’FBI nel 2019 con una donna che dichiara di essere stata stuprata sia da Jeffrey Epstein che da Trump. La donna si era fatta avanti nel 2019 poco dopo l’arresto di Epstein. Si sa poco di lei: afferma di essere stata aggredita, stuprata e picchiata da Epstein e poi anche da alcuni suoi amici sull’isola di proprietà del finanziere, ai Caraibi. Le accuse contro Donald Trump riguarderebbero un caso di violenza sessuale: la donna sostiene di essersi difesa mordendolo. Durante le deposizioni si è rifiutata di rispondere a ulteriori domande dopo aver dichiarato di aver avuto altre due interazioni con Trump.

Gli “Epstein files” sono i documenti raccolti durante il processo a Jeffrey Epstein, ricco finanziere di New York condannato per aver sfruttato sessualmente ragazze minorenni e poi morto suicida in carcere. I suoi collegamenti con molte persone ricche e potenti, compreso il presidente Donald Trump, hanno generato negli anni moltissime teorie del complotto al punto che lo scorso novembre, dopo una lunga campagna di pressione, il Congresso aveva approvato una legge che obbligava il governo a pubblicare tutti i documenti.