Cos’è successo nel sesto giorno di guerra
Droni iraniani hanno colpito per la prima volta l'Azerbaijgian, l'Italia invece ha chiuso l'ambasciata a Teheran e invierà aiuti militari nel Golfo e a Cipro

Nel sesto giorno della guerra in Medio Oriente sono proseguiti i bombardamenti e gli attacchi israeliani in territorio iraniano e in Libano, ma anche quelli iraniani in territorio israeliano.
L’esercito israeliano ha emesso ordini di evacuazione per tutta la zona meridionale della capitale libanese Beirut e ha bombardato intensamente Dahieh, il quartiere dove è particolarmente radicato Hezbollah, il gruppo alleato dell’Iran. Si sono create grandi code di auto che cercano di lasciare il sud di Beirut, dove vivono centinaia di migliaia di persone. Ad oggi le persone uccise nei bombardamenti israeliani sul Libano sono almeno 123. Secondo stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) invece in Iran sono morte a causa della guerra più di mille persone.
Durante la giornata l’Iran ha continuato ad attaccare Israele – in serata dei missili hanno raggiunto Gerusalemme – e i paesi del Golfo, tra cui soprattutto il Qatar. Stamattina ha colpito per la prima volta l’Azerbaijan, con dei droni: il governo azero ha detto che sono stati colpiti due obiettivi nella Repubblica Autonoma di Nakhchivan, una exclave che confina con l’Iran (una exclave è un territorio che si trova in uno stato diverso da quello a cui appartiene politicamente). L’Iran ha negato di aver attaccato il paese.
Così come nei giorni scorsi continua a essere bloccato lo stretto di Hormuz, parzialmente controllato dall’Iran. L’Organizzazione Marittima Internazionale, un’agenzia dell’ONU che si occupa del trasporto marittimo, ha detto che ci sono circa 20mila marinai e 15mila passeggeri di navi da crociera bloccati nel golfo Persico.
In un’intervista radiofonica la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che l’Italia non è in guerra «e non vogliamo entrare in guerra». Il governo italiano ha comunque fatto sapere che invierà «aiuti per la difesa aerea» ai paesi del golfo Persico e «assetti navali» per proteggere Cipro, senza specificare ulteriormente in cosa consisteranno.
Stamattina il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa Guido Crosetto hanno parlato alla Camera e al Senato della situazione in Medio Oriente: non è emerso granché di nuovo. In serata Tajani ha annunciato che l’Italia ha chiuso «temporaneamente, per motivi di sicurezza» la propria ambasciata in Iran, a Teheran, e ha trasferito il personale diplomatico a Baku, in Azerbaijgian, senza però interrompere le relazioni diplomatiche con l’Iran.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di voler essere coinvolto nella nomina della nuova Guida Suprema in Iran – su cui non ci sono novità – e ha definito «inaccettabile» la scelta di Mojtaba Khamenei come successore del padre Ali. La sua elezione è data come imminente da martedì, ma non è ancora avvenuta.
Si parla da mercoledì sera di una possibile insurrezione dei curdi nella parte occidentale dell’Iran: gli Stati Uniti stanno armando le milizie curde iraniane che si trovano in Iraq, per prepararle alla possibilità di passare il confine, entrare in Iran e cominciare un’insurrezione armata di terra contro il regime iraniano. Ma al momento questa possibile offensiva non è ancora iniziata.



