La Commissione Europea ha sospeso l’esenzione dal visto per i diplomatici e i funzionari georgiani

Un manifestante con una bandiera dell'Unione Europea durante lo sciopero generale a Tbilisi, Georgia, 15 gennaio 2025 (AP Photo/Zurab Tsertsvadze)
Un manifestante con una bandiera dell'Unione Europea durante lo sciopero generale a Tbilisi, Georgia, 15 gennaio 2025 (AP Photo/Zurab Tsertsvadze)

Venerdì la Commissione europea ha sospeso l’esenzione dal visto per i cittadini georgiani che hanno passaporti diplomatici o di servizio, una misura che era stata adottata nel gennaio del 2025 grazie a un accordo tra la Georgia e l’Unione, e che permetteva loro di entrare in 19 paesi membri senza la necessità di un visto. La decisione è stata presa in seguito a quella che la commissione ha definito la «violazione deliberata e sistematica» degli impegni per la democrazia e per il rispetto dei diritti umani fondamentali presi con la firma dell’accordo.

È la prima volta che l’Unione Europea applica un nuovo meccanismo rafforzato che le consente di sospendere l’esenzione del visto per i cittadini di paesi terzi, qualora venga usata impropriamente o sia contraria agli interessi dell’Unione. La Georgia non fa parte dell’Unione Europea, ma è un paese candidato all’ingresso dal dicembre del 2023. I colloqui per la richiesta di adesione tuttavia sono stati interrotti nel 2024 per volere di Sogno Georgiano, il partito filorusso che governa il paese fin dal 2012 e negli ultimi anni ha represso sempre più duramente ogni tipo di libertà.

La decisione comporta che d’ora in poi per entrare nei paesi dell’Unione Europea e dello spazio Schengen per motivi ufficiali ministri, diplomatici e altri funzionari governativi georgiani debbano avere un visto. La sospensione dell’esenzione durerà un anno, fino al 6 marzo del 2027: la Commissione si riserva però di prorogarla per altri due anni, qualora le autorità georgiane continuassero a non rispettare gli impegni presi.