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  • Venerdì 6 marzo 2026

Nomi da conoscere per le Paralimpiadi invernali

Alcuni, tra tanti possibili, con una storia particolare o particolarmente vincente

Oksana Masters nel 2022 (Fred Lee/Getty Images)
Oksana Masters nel 2022 (Fred Lee/Getty Images)
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Fino al 15 marzo tra Milano, Tesero e Cortina 665 atleti e atlete da oltre 50 paesi saranno in gara in 79 eventi di 6 sport. In certi casi sono sport di cui molti sanno poco, anche nella loro versione olimpica, e di certo le Paralimpiadi invernali – i cui sport hanno i medesimi problemi di tutti gli sport invernali – hanno avuto storicamente meno attenzione rispetto a quelle estive. È quindi difficile che, se non magari proprio in questi ultimi giorni, il nome o la storia di qualche atleta sia riuscito a farsi conoscere.

Eppure, tra centinaia di sciatori e sciatrici, biatleti e biatlete, fondisti e fondiste, le storie notevoli, e meritevoli di essere conosciute, non mancano: tra atleti plurimedagliati (qualcuno in più sport, non solo invernali), famiglie vincenti e matrimoni imminenti. Tra loro c’è Giacomo Bertagnolli, che già il primo giorno potrebbe vincere la sua prima (e non per forza ultima) medaglia di Milano Cortina: lui potreste conoscerlo perché a fine febbraio è stato a Sanremo insieme alla sua guida Andrea Ravelli.

Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli
Bertagnolli ha 27 anni e otto medaglie paralimpiche, tra cui quattro ori, oltre 70 podi in Coppa del Mondo e 16 medaglie ai Mondiali. Ipovedente dalla nascita, gareggerà con Ravelli – che lo precederà lungo le discese dandogli con la voce indicazioni sulla pista – in tutte le specialità dello sci alpino. Nato nel 1992 ed ex sciatore della Nazionale, Ravelli è atleta guida dal 2019. Bertagnolli ha vinto medaglie in ogni specialità di sci alpino, dallo slalom speciale (la più tecnica) alla discesa libera (quella con le velocità più elevate). La sua prima gara sarà la discesa libera di sabato 7 marzo. Se ne riparlerà e ne riparleremo, anche nella newsletter Doposcì, ma intanto è un nome da conoscere.

Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli nel 2022 (AP Photo/Andy Wong)

I futuri coniugi Masters-Pike
Gli statunitensi Oksana Masters e Aaron Pike sono una coppia molto sportiva: 39 anni lui e 36 lei, alle Paralimpiadi di Milano Cortina saranno nelle gare sitting – da seduti – di sci di fondo e biathlon. Ma hanno entrambi partecipato anche alle Paralimpiadi estive e ad alcune tra le più importanti maratone al mondo, compresa New York.

Masters è nata a Khmelnitsky – in Ucraina, a circa 400 chilometri da Chernobyl, sede dell’incidente nucleare del 1986 – ed è cresciuta prima in un orfanotrofio e poi negli Stati Uniti. Entrambe le gambe le furono amputate da sopra il ginocchio quando era ragazza; ha gareggiato nel canottaggio e nel paraciclismo. Arriva alle Paralimpiadi invernali dopo una stagione complicata, con infortuni e operazioni (nella sua vita ne ha avute quasi 30 alla mano destra, che usa per sparare nel biathlon).

Pike è in sedia a rotelle da quando a 13 anni fu colpito accidentalmente da un cacciatore. Lei ha 19 medaglie paralimpiche, estive e invernali, e decine di migliaia di follower su Instagram, dove a proposito della sua altezza scrive: «A volte è un metro e settanta, altre un metro e venti; dipende dai giorni»; lui per ora nessuna medaglia, e pure meno follower. Finite le gare, si sposeranno a Milano.

Oksana Masters il 5 marzo a Tesero (Buda Mendes/Getty Images)

Oleksandra Kononova
Atleta ucraina di 35 anni, sarà in gara in sei eventi di due sport, il biathlon e lo sci di fondo, con l’obiettivo di vincere il suo sesto oro olimpico. Orfana e cresciuta dalla nonna, Kononova gareggia con un solo bastoncino a causa di un problema al braccio destro, cosa che rende parecchio più faticosa la sciata. Vinse i suoi primi tre ori paralimpici nel 2010, a 19 anni, e fu scelta come atleta ucraina dell’anno. Dopodiché ha avuto diversi infortuni. Sia nel fondo che nel biathlon sarà in gara contro atlete in molti casi ben più giovani di lei.

Andrew Kurka
Uno dei 70 atleti in gara per gli Stati Uniti, più di un decimo rispetto a quelli totali. Kurka ha 34 anni e sarà in gara nello sci alpino nella categoria sitting, in cui si gareggia seduti su un monoscì, cioè uno sci unico e largo, quasi una tavola da snowboard, con una seduta ammortizzata. Nel 2018 vinse un oro nella discesa libera; nel 2022 arrivò quarto dopo una brutta caduta in prova in cui si fratturò un braccio, un dito e il naso. Già nel 2014, peraltro, aveva saltato le Paralimpiadi a causa di una caduta prima dell’evento. Originario dell’Alaska, dove ancora vive, è un tipo interessante, spigliato e piuttosto attivo su Instagram.

Andrew Kurka nel 2022 (Christian Petersen/Getty Images)

Johannes e Veronika Aigner
Sono fratello e sorella, austriaci: lui ha 20 anni e lei 23; entrambi ipovedenti. Gareggiano nello sci alpino e lui sarà in gara contro Bertagnolli in tutte le specialità. Nel 2022, alle Paralimpiadi di Pechino, in gara c’erano anche Barbara, sorella gemella di Johannes, ed Elisabeth, come guida di Veronika. Insieme arrivarono a nove medaglie, di cui quattro d’oro. Prima ancora un’altra sorella, Irmgard, era stata guida. Da buoni austriaci, gli Aigner arrivano da una famiglia di sciatori. La disabilità visiva di tre di loro, legata alla cataratta, è la stessa della madre.

Barbara non gareggerà a Milano Cortina perché si è ritirata, Elisabeth avrebbe voluto esserci ma si è infortunata a febbraio durante una gara. Come è talvolta il caso nelle categorie vision impaired, Veronika avrà due diverse guide: una per le specialità tecniche e una per quelle veloci.