Cos’è successo nella quarta giornata di guerra
I bombardamenti sono continuati in tutto il Medio Oriente e si sono intensificati i problemi per l'economia

Il quarto giorno della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran è stato quello in cui si sono iniziate ad avvertire con maggiore chiarezza le conseguenze negative per l’economia mondiale. Il Post ha seguito gli aggiornamenti con questo liveblog.
Gli effetti negativi si devono soprattutto ai problemi al traffico marittimo intorno allo stretto di Hormuz, nel mar Arabico e di cui l’Iran controlla una sponda. Dallo stretto passano le esportazioni di petrolio (un quinto di quello venduto al mondo) e gas liquefatto dei paesi del Golfo. Dall’inizio della guerra il traffico nella zona si è quasi azzerato a causa dei problemi di sicurezza, e lunedì l’Iran ha minacciato di colpire le navi che attraversano lo stretto. Si stima che intorno allo stretto siano bloccate circa 3mila navi.
Le difficoltà e le incertezze nelle esportazioni hanno fatto aumentare i prezzi del petrolio e del gas: martedì sera il presidente statunitense Donald Trump ha offerto di far scortare le navi dalla marina degli Stati Uniti, pur di superare lo stallo, e dopo il suo annuncio il prezzo del petrolio è leggermente calato. Sempre martedì le borse europee hanno chiuso in modo molto negativo e anche quelle statunitensi hanno registrato cali, seppure più limitati.
Sono continuati gli attacchi aerei in tutto il Medio Oriente. L’Iran è riuscito a colpire con i suoi droni un parcheggio adiacente al consolato degli Stati Uniti a Dubai e, due volte, la loro ambasciata a Riyad, in Arabia Saudita. Questi attacchi, oltre a fare chiudere le sedi diplomatiche e mettere fretta alle operazioni di rimpatrio dei cittadini statunitensi, hanno portato entrambi i paesi – Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita – a valutare una risposta militare.
– Leggi anche: I paesi del Golfo rischiano di esaurire presto le difese
L’aviazione di Israele ha continuato a bombardare Teheran, concentrandosi anche su obiettivi simbolici, come caserme di polizia, prigioni e uffici dell’intelligence, ossia luoghi associati alla violenta repressione del regime iraniano. Nella città di Qom è stato colpito un ufficio dell’Assemblea degli Esperti, l’organo composto da 88 religiosi che dovrà eleggere la prossima guida Guida Suprema dopo l’uccisione di Ali Khamenei. Quando l’edificio è stato colpito non c’erano riunioni in corso, ma i media iraniani hanno riferito che in seguito l’Assemblea ha iniziato a riunirsi online, a distanza.
In serata il sito Iran International ha scritto, citando fonti anonime, che Mojtaba Khamenei (il figlio di Ali Khamenei) sarebbe stato eletto come nuova Guida Suprema. La notizia non è confermata, ma un annuncio potrebbe arrivare a breve.
I soldati israeliani inoltre sono entrati nel Libano meridionale. Il governo ha ordinato la creazione di altre 16 postazioni militari, oltre alle cinque che aveva continuato a occupare dopo l’invasione dell’autunno del 2024, sostenendo fossero necessarie alla propria difesa dagli attacchi del gruppo politico e militare Hezbollah.

Friedrich Merz e Donald Trump durante l’incontro del 3 marzo (Samuel Corum/Sipa/Bloomberg)
Infine Trump ha incontrato alla Casa Bianca il primo leader dall’inizio della guerra, il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Parlando di un possibile cambio di governo in Iran, Trump ha detto che «la maggior parte delle persone che avevo in mente» per la successione ad Ali Khamenei come Guida Suprema dell’Iran «è morta», ossia è stata uccisa negli attacchi di questi giorni. Ha aggiunto che lo scenario migliore (per lui) sarebbe simile a quello del Venezuela, cioè l’instaurazione di una leadership più accomodante verso gli Stati Uniti ma proveniente sempre da dentro al regime.
Trump ha anche minacciato un embargo alla Spagna, per punirla per non aver concesso agli Stati Uniti di usare le basi militari sul suo territorio per i bombardamenti, e ha denigrato il primo ministro britannico Keir Starmer dicendo: «Non stiamo parlando di Winston Churchill», cioè di uno statista carismatico.
Martedì Starmer ha annunciato l’invio a Cipro di elicotteri e di un cacciatorpediniere, equipaggiati di sistemi antidroni, e il presidente francese Emmanuel Macron quello dell’unica portaerei francese. Lo scopo di queste operazioni, hanno detto entrambi i governi, è potenziare le loro difese nel Mediterraneo orientale contro gli attacchi di ritorsione iraniani.
– Leggi anche: Cosa sono i droni Shahed, inventati dall’Iran



