Luigi Lovaglio non sarà più l’amministratore delegato di MPS

Luigi Lovaglio nel 2023 (Mauro Scrobogna/LaPresse)
Luigi Lovaglio nel 2023 (Mauro Scrobogna/LaPresse)

L’attuale amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena (MPS) è stato escluso dall’elenco dei nomi dei possibili candidati a ruoli dirigenziali che il consiglio di amministrazione della banca deve rinnovare a breve: la sua carica non sarà quindi rinnovata.

L’elenco è stato presentato mercoledì sera durante una riunione del consiglio di amministrazione di MPS, che ha indicato tre possibili successori: Fabrizio Palermo, ex direttore finanziario di Cassa Depositi e Prestiti; l’ex ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, che in passato ha avuto ruoli simili in Intesa Sanpaolo e Poste Italiane; e Carlo Vivaldi, manager che ha lavorato per molti anni in UniCredit. L’assegnazione delle nomine verrà fatta il 15 aprile, quando il cda dovrà presentare l’elenco dei nomi all’assemblea degli azionisti.

È una notizia rilevante, perché Lovaglio è il manager che in questi anni ha di fatto risanato i conti di MPS e che soprattutto ha guidato la clamorosa operazione che ha portato all’acquisto di Mediobanca, su cui la procura di Milano ha aperto un’indagine per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza. Lovaglio è indagato insieme all’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone e a Francesco Milleri, presidente di EssilorLuxottica e del gruppo Delfin.

Il cda non ha dato spiegazioni ufficiali sulla decisione di non rinnovare Lovaglio. Secondo alcune fonti del Corriere della Sera avrebbero però avuto un peso l’indagine e il piano appena presentato sul futuro della banca da ora al 2030, che non sarebbe stato accolto favorevolmente dal mercato.

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