Un discorso che potrebbe valere un Oscar

Accettando il premio come migliore attore del suo sindacato Michael B. Jordan ha detto le cose giuste, e ora sembra potersela giocare con Chalamet e DiCaprio

Michael B. Jordan durante il suo discorso agli Actor Awards (AP Photo/Chris Pizzello)
Michael B. Jordan durante il suo discorso agli Actor Awards (AP Photo/Chris Pizzello)

Nella notte tra domenica e lunedì si sono tenuti gli Actor Awards, i premi di categoria del sindacato degli attori americani, e Michael B. Jordan ha vinto il premio per il miglior attore protagonista per il film I peccatori. Questa vittoria, unita a quella di I peccatori nella categoria del miglior cast e al discorso che Jordan ha fatto accettando il premio, ha cambiato non solo le possibilità che Jordan ha di vincere l’Oscar per il migliore attore, ma anche quelle di I peccatori di vincerne molti altri.

Il merito di questo successo è stato della narrazione che la Warner ha creato intorno a Michael B. Jordan. Come succede abitualmente nelle campagne promozionali per gli Oscar, si tratta di dare ai votanti delle buone ragioni per votare il proprio candidato, imbastendo un racconto intorno alla sua possibile vittoria e a cosa significherebbe. Questo si fa nelle interviste, nelle presentazioni e nei discorsi. Jordan ha cominciato a raccontare sé stesso e la candidatura all’Oscar come il punto di arrivo di una storia di riscatto e superamento di ostacoli, e anche il suo discorso di accettazione dell’Actor Award ha confermato questa narrazione.

Dopo i ringraziamenti di rito ha iniziato elogiando l’istituzione che lo ha premiato, poi ha raccontato come, quando iniziò a fare questo lavoro, per lui fosse un sogno anche solo entrare nel sindacato degli attori. Il racconto delle sue ambizioni era funzionale a esaltare il sistema hollywoodiano e tutti quelli che ne fanno parte: «Ricordo che vedevo che tutte le persone che stimavo e che erano miei punti di riferimento facevano parte di questa comunità», ha detto.

Nella seconda parte del discorso ha parlato di come, una volta entrato finalmente nel sindacato, si sentisse solo all’inizio, col desiderio di cominciare a vincere premi attraverso il duro lavoro. Ha quindi descritto la sua carriera e la vittoria del premio come una testimonianza delle possibilità di affermarsi a Hollywood e di realizzare, in questo modo, il sogno americano. Infine, come spesso ha fatto durante questa campagna, ha ringraziato sua madre, presente in sala e inquadrata, citando i suoi sacrifici per aiutarlo all’inizio della sua carriera.

Nel descrivere questo discorso Katey Rich di The Ankler ha scritto: «Se credete che i discorsi dei premi siano delle audizioni per gli Oscar, allora Michael B. Jordan ha ottenuto la parte». I discorsi di accettazione dei premi sono in effetti molto importanti, perché sono i momenti in cui gli argomenti narrativi a favore della propria candidatura vengono esposti pubblicamente nella forma più esplicita, e con grande pathos, trattandosi di attori.

I membri dell’Academy hanno tempo per votare per gli Oscar fino a questo giovedì, quindi gli Actor Awards sono stati tra gli ultimi premi di categoria a venire consegnati prima che le votazioni finiscano (poi ci saranno i premi del sindacato degli sceneggiatori l’8 marzo). La serata di premiazione degli Oscar sarà invece nella notte tra il 15 e il 16 marzo. Di solito i premi del sindacato attori sono molto indicativi di quello che accadrà, non solo perché essendo tra gli ultimi consegnati certificano i più recenti orientamenti dei votanti, ma anche perché sono premi per i quali votano solo gli attori, e gli attori sono anche la categoria più rappresentata dell’Academy (perché hanno quattro premi per sé e per entrare nell’Academy basta essere stati candidati una volta a un Oscar). Si tratta del 12 per cento circa del totale dei votanti, che è molto se si considera che spesso le categorie combattute si decidono per pochi voti.

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I peccatori è il film con più candidature di quest’anno e di sempre (16), è uscito in Italia lo scorso aprile ed è stato un successo a sorpresa. È una storia di vampiri ambientata nel 1932 nel Mississippi: due fratelli gemelli acquistano una segheria per trasformarla in un juke joint, cioè un locale notturno per afroamericani. I bianchi del luogo non gradiscono e desiderano possedere sia i neri che la loro musica. Il fatto che i bianchi siano vampiri è il dettaglio che rende tutto un’allegoria del razzismo e dell’atteggiamento storicamente predatorio dei bianchi verso i neri negli Stati Uniti. A scrivere e dirigere I peccatori è infatti Ryan Coogler, regista afroamericano molto legato alle storie di razzismo, che era emerso con Prossima fermata Fruitvale Station e diventato famoso grazie a Black Panther, primo film di supereroi afroamericani di successo.

Ad aiutare Michael B. Jordan nella corsa all’Oscar è il fatto che in questo film interpreta due gemelli, anche se questo non era bastato per renderlo da subito uno dei favoriti. Quest’anno la categoria miglior attore protagonista è la più combattuta. All’inizio si pensava che i principali contendenti fossero Leonardo DiCaprio per Una battaglia dopo l’altra e Timothée Chalamet per Marty Supreme, ma lungo la stagione dei premi le possibilità di DiCaprio (che ha anche fatto poca campagna) sembrano essere scese. Timothée Chalamet invece ha fatto molta campagna promozionale e ha vinto i premi della prima parte della stagione (come i Critics Choice o i Golden Globe), e poi sempre meno.

Anche per questo la vittoria di Michael B. Jordan agli Actor Awards è stata sia una sorpresa che un indicatore, perché ha spiegato come mai Chalamet avesse smesso di vincere i premi che conducono agli Oscar: era in corso una rimonta.

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Questo non significa che ora la vittoria di Jordan agli Oscar sia scontata: l’anno scorso Demi Moore fece un grande discorso di accettazione ai Golden Globe che impressionò molti, con una narrazione che di solito è vincente (si raccontò come una a cui nessuno dava una possibilità che aveva avuto la sua seconda occasione), eppure poi perse contro Mikey Madison, protagonista di Anora. La competizione per gli attori però funziona nella maniera opposta rispetto alla competizione per le attrici.

Storicamente l’Academy tende a premiare le attrici giovani, svantaggiando le più anziane, e tende invece a svantaggiare gli attori giovani a discapito dei più vecchi. I 10 vincitori più giovani dell’Oscar per il miglior attore protagonista sono compresi tra i 29 anni di Adrien Brody per Il pianista e i 34 anni di Charles Laughton per Le sei mogli di Enrico VIII. Invece le 10 vincitrici più giovani dell’Oscar per la miglior attrice protagonista sono comprese tra i 21 anni di Marlee Matlin per Figli di un Dio minore e i 26 di Julie Christie per Darling. Demi Moore quindi aveva meno possibilità, essendo Mikey Madison più giovane (aveva 25 anni in quel momento, la nona più giovane di sempre a vincere). Al contrario Timothée Chalamet sarebbe il secondo attore più giovane di sempre con un Oscar da protagonista, a 30 anni, ed è per questo svantaggiato rispetto al 39enne Michael B. Jordan.

La vittoria di Jordan all’Actor Award unita alla vittoria del cast di I peccatori come miglior cast hanno insomma creato nuova fiducia intorno alla possibilità che il film vinca molti Oscar. Nonostante con 16 candidature sia il film ad averne ricevute più di tutti nella storia dei premi, finora non era sembrato in grado di trasformarne molti in vittorie. Invece il sostegno di tutta la comunità degli attori sia a Jordan che a tutto il cast del film fa pensare che potrebbero votare I peccatori come miglior film e a cascata anche in altre categorie.

Non è facile però che I peccatori possa vincere altri premi per attori o attrici, che hanno altri favoriti, se non quello per il miglior attore non protagonista. Al momento sembra che sarà Sean Penn a vincere per Una battaglia dopo l’altra, anche se non ha fatto campagna, non ha costruito una narrazione e non si è nemmeno presentato a ritirare gli ultimi due premi ricevuti. Questo fa pensare che il candidato di I peccatori, Delroy Lindo, che invece è stato ovunque e ha fatto molta campagna, possa avere più chance di quanto non si creda.

Oltre a questi indizi che si basano sui precedenti, c’è un’altra questione più soggettiva. Chi per lavoro segue la corsa agli Oscar racconta che in questo momento si avverte un cambio di orientamento rispetto non solo a Michael B. Jordan, ma proprio rispetto a I peccatori. Nel raccontare la serata di premiazione degli Actor Awards il giornalista Clayton Davis ha scritto su Variety: «Ci sono momenti, non troppo frequenti, in cui durante una cerimonia di premiazione puoi avvertire il DNA della corsa all’Oscar cambiare sotto i tuoi piedi e nella stanza. Uno di questi momenti era possibile avvertirlo alla premiazione degli Actor Awards. Quando Jordan e il cast di I peccatori hanno vinto il premio per il miglior attore e il miglior cast la sala ha ruggito».