Gli Stati Uniti hanno sanzionato l’esercito del Ruanda, accusato di sostenere i miliziani del gruppo M23 in Congo

Lunedì il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni nei confronti dell’esercito del Ruanda e di quattro suoi importanti ufficiali, tra cui il capo di stato maggiore Vincent Nyakarundi. Gli Stati Uniti hanno accusato l’esercito del Ruanda di sostenere il gruppo di paramilitari M23, che da anni combatte contro il governo congolese nell’est della Repubblica Democratica del Congo per il controllo delle regioni minerarie orientali.
La Repubblica Democratica del Congo accusa il Ruanda di aver mandato i propri soldati per appoggiare i miliziani del gruppo M23, cosa che però il Ruanda nega. A luglio i presidenti della Repubblica Democratica del Congo e del Ruanda avevano firmato a Washington un accordo di pace mediato dagli Stati Uniti e dal Qatar. Era un accordo che da subito era sembrato molto fragile, dato che nelle trattative non era stato coinvolto il gruppo paramilitare M23.
Pochi giorni dopo la firma dell’accordo il gruppo M23 aveva conquistato la città di Uvira, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, e l’amministrazione Trump aveva accusato direttamente il Ruanda per la ripresa dei combattimenti: alla fine il gruppo si era ritirato dalla città, su richiesta degli Stati Uniti. Ora, con l’annuncio delle sanzioni, il dipartimento del Tesoro ha accusato il Ruanda di aver fornito attrezzature militari avanzate all’M23, senza cui il gruppo non avrebbe potuto ottenere le conquiste dei mesi passati.
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