L’ex assessore di Voghera Massimo Adriatici è stato condannato a 12 anni per omicidio
Nel 2021, quando era in carica, uccise un uomo marocchino senza casa e con problemi psichici nel centro della città

Massimo Adriatici, l’ex assessore alla Sicurezza di Voghera (in provincia di Pavia) che nel 2021 uccise con un colpo di pistola un uomo marocchino senza casa e con problemi psichici, è stato condannato in primo grado a 12 anni di carcere per omicidio volontario. Adriatici dovrà anche pagare un risarcimento di 90mila euro a ciascuno dei genitori dell’uomo, che si chiamava Youns El Boussettaoui, e 50mila euro a ciascuno dei suoi quattro fratelli e sorelle.
L’assassinio avvenne la sera del 20 luglio del 2021 in piazza Meardi, nel centro di Voghera, quando Adriatici era in carica come assessore.
Anche se non esistono video dell’omicidio, diverse telecamere della piazza hanno permesso all’accusa di ricostruire i momenti che lo precedettero: Adriatici, che era stato agente di polizia e che girava regolarmente armato, seguì per diversi minuti El Boussettaoui nella zona del centro. A un certo punto mostrò la pistola a El Boussettaoui che reagì colpendolo con una manata o un pugno in faccia, facendolo cadere. I due si spostarono poi dietro l’angolo di via Fratelli Rosselli, dove partì lo sparo.
All’epoca il caso riaccese il dibattito attorno alla legittima difesa, e Adriatici ricevette il sostegno fra gli altri anche del segretario della Lega Matteo Salvini.
Inizialmente Adriatici fu accusato proprio di eccesso di legittima difesa, ma nel novembre del 2024 il tribunale di Pavia chiese e ottenne che la procura lo accusasse di omicidio volontario. Nella fase finale del processo di primo grado gli avvocati difensori hanno chiesto l’assoluzione, sostenendo che Adriatici avesse ucciso El Boussettaoui per legittima difesa, come sosteneva all’inizio l’accusa.
Adriatici ha scelto di essere processato con rito abbreviato (cioè sulla base delle prove raccolte durante le indagini, senza ricorrere a testimoni o dibattimenti in tribunale), quindi beneficerà di uno sconto di un terzo della pena. La condanna è comunque di primo grado, quindi potrà fare ricorso alla Corte d’Appello.



