Come comprare i vini al supermercato
Intorno ai 10 euro si fanno gli affari migliori, meglio diffidare delle annate più vecchie, e altre dritte per evitare di rimanere impalati davanti agli scaffali

I cartellini colorati che segnalano i vini in offerta al supermercato possono sembrare molto attraenti quando ci si trova all’ultimo minuto a recuperare una bottiglia per una cena. A volte si possono fare degli ottimi affari, ma altre si rischia di comprare bottiglie vecchie di anni che sono state mal conservate e non sono più buone, e di cui il supermercato vuole sbarazzarsi. La prima cosa da fare prima di acquistare un vino al supermercato è controllare l’annata: se è troppo vecchio, è meglio evitare.
Spesso lo champagne rimane esposto sugli scaffali per mesi, soggetto a luce e calore che possono danneggiare irreparabilmente il vino: il rischio è spendere cifre considerevoli «senza alcuna garanzia sulle condizioni di stoccaggio» dice il direttore della rivista specializzata Civiltà del bere Alessandro Torcoli. Non vale in tutti i supermercati, perché negli ultimi anni c’è stato un progressivo miglioramento dell’offerta media, specialmente in quelli più forniti delle grandi città. Alcuni punti vendita Esselunga per esempio hanno celle e cantine interne per conservare i vini più pregiati.
Al supermercato si trovano bottiglie di vino di diverse fasce di prezzo, da quelli molto economici fino a cifre molto alte. Bisognerebbe cercare di evitare entrambi gli estremi. Chi lavora nel settore del vino sconsiglia di acquistare bottiglie a meno di cinque o sei euro. In quella cifra bisogna contare il costo di produzione del vino, quello di imbottigliamento, quello di confezionamento, la distribuzione e il ricarico del supermercato.
«Esistono cantine sociali che vendono vini a basso costo, ma bisogna chiedersi cosa si nasconde dietro a quei prezzi. Probabilmente l’uva è stata acquistata a basso costo e questo si ripercuote sulla qualità del vino» dice Jacopo Cossater, giornalista specializzato nel settore dei vini. Se non si ha una somma molto alta a disposizione e si vuole ricorrere alle cantine sociali, conviene acquistare bottiglie provenienti da regioni note per avere le migliori, come il Trentino-Alto Adige.
Non bisognerebbe nemmeno spendere cifre troppo alte al supermercato: i vini che si collocano nella fascia tra gli 8 e i 12 euro sono quelli che di solito offrono il miglior rapporto qualità prezzo. «Quando si sale di cifra allora diventa più sensato andare in un’enoteca o in un negozio specializzato nella vendita di vini» dice Marcello De Filippis, sommelier che su Instagram dà consigli su come bere bene senza spendere eccessivamente.
È una buona idea anche guardare sempre se sull’etichetta c’è scritto “prodotto e imbottigliato”: «Se un’etichetta riporta quella dicitura significa che l’azienda ha prodotto le uve e ha seguito ogni processo di confezionamento del vino», dice Cossater. Ci sono eccezioni a questa regola, ma è un buon metodo da seguire quando non si conoscono le cantine.
Generalmente gli esperti del settore sconsigliano di acquistare al supermercato denominazioni prestigiose come il Barolo o l’Amarone: «Se vuoi spendere dieci o dodici euro (una cifra che per chi non è un cultore della materia è già alta) e vedi un Barolo a quella cifra, dovrebbe suonare un campanello d’allarme» dice Cossater. Alla stessa cifra si possono trovare altri vitigni, per esempio una Barbera o un Nebbiolo, che a parità di prezzo sono solitamente migliori.
De Filippis dice che bisogna anche fare caso alle bottiglie di vino che vengono messe negli scaffali più in basso, perché lì si potrebbero trovare delle soluzioni interessanti: «Si possono trovare vini di ottima qualità prodotti da cantine che non possono permettersi di pagare per il posizionamento centrale, che è quello più ambito perché è il più visibile».
Per quanto riguarda le certificazioni, se non si conoscono i vini è bene concentrarsi solo su vini DOP (denominazione di origine protetta) e DOCG (denominazione di origine controllata e garantita) ed evitare tutto il resto, specialmente le diciture generiche come “vino rosso” o “vino da tavola”. De Filippis suggerisce di prestare attenzione anche alla nomenclatura e di scegliere nomi riconducibili a produttori veri e non «nomi inventati dal marketing come “il vinello del contadino felice”» .
In alcuni supermercati sono stati assunti dei sommelier che consigliano i clienti nella scelta. È un aiuto piuttosto importante per decidere quale vino comprare, soprattutto se si ha intenzione di spendere tanto. È una delle differenze principali tra l’acquisto in enoteca e al supermercato: quando si sale di fascia di prezzo è sempre meglio essere guidati per evitare di comprare qualcosa che poi non piace.
Se si è in difficoltà perché non si ha un’idea su quale bottiglia scegliere si può anche ricorrere ad app come Vivino, che permette di scansionare le etichette dei vini che si vogliono acquistare ottenendo informazioni elaborate tramite un database di recensioni lasciate dagli utenti della piattaforma. E di verificare il prezzo medio a cui viene venduto, per capire se l’offerta segnalata sul cartellino conviene davvero oppure no.


