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  • Venerdì 20 febbraio 2026

La Corte Suprema ha giudicato illegali i dazi di Trump

Con una sentenza che potenzialmente ribalta tutto per i commerci internazionali e toglie a Trump uno dei suoi principali strumenti negoziali

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (AP Photo/Alex Brandon)
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (AP Photo/Alex Brandon)
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che gran parte dei dazi imposti dal presidente Donald Trump sono illegittimi, e quindi con ogni probabilità saranno da annullare. Era una sentenza molto attesa, e con conseguenze enormi: non solo perché rimette in discussione l’elemento che più ha condizionato l’economia mondiale negli ultimi mesi, causando enorme caos e incertezze, ma anche perché toglie a Trump una delle sue armi negoziali più potenti.

La Corte ha stabilito che i dazi sono illegittimi per il modo con cui sono stati introdotti, cioè tramite una legge emergenziale e senza passare dal Congresso: secondo i giudici, Trump non poteva farlo e non potrà più farlo. Perde quindi la possibilità di imporre dazi da un giorno all’altro, cosa che ha fatto molte volte principalmente per minacciare i paesi coinvolti e spingerli a negoziare o cedere alle sue richieste. La Casa Bianca non ha ancora commentato.

Al momento c’è ancora confusione sulle conseguenze concrete della sentenza, ma le principali sono tre. La prima è il fatto che il governo potrebbe dover restituire alle imprese che hanno pagato i dazi tutto quello che ha incassato. Secondo gli ultimi dati disponibili, si tratta di più di 130 miliardi di dollari. È probabile che nelle prossime settimane e mesi si parlerà molto di questo: alcune aziende avevano iniziato a muoversi per chiedere i rimborsi ancora prima della sentenza.

La seconda conseguenza è che cambieranno di nuovo e in modo sostanziale le regole del commercio internazionale, che già lo scorso anno si era dovuto adeguare agli erratici annunci di Trump. L’annullamento dei dazi, sebbene sicuramente favorevole per il commercio internazionale, causerà con ogni probabilità una nuova e grave ondata di incertezza.

La terza conseguenza è quella più politica, perché Trump non ha più il potere di mettere dazi con effetto immediato, senza limitazioni né controlli esterni, e perde quindi una parte importante della sua forza nei negoziati con altri paesi: un conto è mettere dazi immediati, un altro è minacciare dazi che però possono entrare in vigore solo dopo mesi, o con limitazioni di vario tipo.

– Leggi anche: Quale legge ha usato Trump per imporre i dazi, e perché non poteva farlo

La tabella con cui Trump aveva annunciato i primi, altissimi dazi, ad aprile del 2025 (Kent Nishimura/Bloomberg)

Non significa che non abbia a disposizione altre leggi, e di fatto, con un po’ di fatica, Trump può reintrodurre molti dei dazi annullati dalla Corte Suprema. Il New York Times dice che secondo alcune fonti interne all’amministrazione sarebbe già pronto a farlo, ma potrebbe servire del tempo. Non si sa cosa succederà agli accordi già conclusi con vari paesi che avevano fatto grosse concessioni proprio per evitare l’imposizione di dazi.

La sentenza è notevole anche dal punto di vista politico. La Corte Suprema ha nove giudici, di cui sei con un orientamento conservatore. Nonostante questo ha deciso di smantellare una delle politiche più importanti di Trump, su cui lui aveva puntato molto anche a livello comunicativo. La decisione è stata approvata da sei giudici contro tre.

La causa in questione era partita dal ricorso di gruppi di piccoli imprenditori statunitensi che lamentavano il fatto che i dazi avessero danneggiato i loro affari, e di 12 stati statunitensi, gran parte governati dai Democratici. La causa era arrivata fino all’ultimo grado di appello: un tribunale federale aveva dato torto a Trump, che aveva fatto ricorso alla Corte Suprema.