Sono state archiviate le accuse contro Donato Boscia, sospettato di aver favorito la diffusione della Xylella in Salento

Il giudice per le indagini preliminari (gip) del tribunale di Bari ha disposto l’archiviazione del procedimento contro Donato Boscia, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) accusato di aver favorito la diffusione del batterio Xylella fastidiosa, che negli ultimi anni ha contaminato circa 10 milioni di ulivi pugliesi, perché non avrebbe disposto sufficienti precauzioni contro la sua propagazione. Il gip, che ha accolto la richiesta di archiviazione della procura, ha stabilito invece che Boscia agì nel rispetto delle regole europee e nazionali di riferimento.
Boscia era nel team che aveva isolato la Xylella alle origini (cioè l’ha separata dall’organismo infetto): le accuse contro di lui si basavano su una serie di esposti presentati tra il 2018 e il 2022 da un gruppo di persone che comprendeva associazioni di categoria, comitati, proprietari di terreni e politici (tra cui anche l’ex senatore del M5s Alfonso Ciampolillo). Secondo queste persone la diffusione della Xylella era stata favorita da alcuni provvedimenti presi da Boscia e dal suo team, caratterizzati da quelli che avevano definito «ritardi e omissioni».
Secondo il gip, oltre al fatto che Boscia agì nel rispetto delle leggi in vigore, non esistono prove di un possibile legame causale tra la diffusione della Xylella e le strategie di contenimento adottate dalle autorità competenti.
– Leggi anche: C’è una novità sulla Xylella in Salento, ma ancora non sappiamo spiegarla


