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  • Giovedì 19 febbraio 2026

Alla fine l’arena olimpica dell’hockey di Milano sta piacendo

A sorpresa, viste le preoccupazioni per i lavori finiti all'ultimo momento: il problema invece è quello che (non) c'è fuori

L'Arena Santa Giulia vista da fuori prima di una partita di hockey, Milano, 10 febbraio 2026 (Maja Hitij/Getty Images)
L'Arena Santa Giulia vista da fuori prima di una partita di hockey, Milano, 10 febbraio 2026 (Maja Hitij/Getty Images)

Sono ormai due settimane che le partite di hockey del torneo olimpico si svolgono all’Arena Santa Giulia, la nuova struttura costruita nell’omonimo quartiere di Milano, e in maniera forse un po’ inaspettata sta ricevendo molti apprezzamenti dagli spettatori e dagli addetti ai lavori: è in parte sorprendente perché fino a poche settimane fa c’erano ancora molti dubbi sul fatto che l’arena potesse essere pronta per le Olimpiadi. C’erano state preoccupazioni anche sui media internazionali, e molte critiche per i lavori finiti all’ultimo.

A inizio gennaio – quindi circa un mese prima dell’avvio delle Olimpiadi – si erano svolte all’Arena Santa Giulia alcune partite di hockey per provarla, e c’erano ancora molti lavori da completare. Il secondo anello non era ancora aperto, per esempio, e i punti ristoro non erano stati allestiti. Più in generale, in alcune parti l’arena sembrava ancora un cantiere. La prima partita olimpica è stata disputata il 5 febbraio, tra le nazionali femminili di Italia e Francia, e da allora i commenti sull’arena sono molto migliorati.

Le critiche maggiori invece riguardano tutto quello che c’è fuori: oltre a essere in una zona lontana dal centro, l’arena è anche un po’ isolata dal resto del quartiere. Intorno ci sono alcuni terreni ancora non edificati e che sembrano abbandonati.

L’arena è di proprietà di Eventim, una società di eventi tedesca che possiede anche la società di vendita di biglietti TicketOne, ed è stata costruita principalmente per ospitare concerti. Il Comitato organizzatore di Milano Cortina l’ha presa in affitto per il periodo delle Olimpiadi per le partite di hockey. L’inaugurazione ufficiale al di fuori dei giochi olimpici sarà il 6 maggio con un concerto di Luciano Ligabue.

L’interno dell’Arena Santa Giulia durante una partita di hockey, Milano, 12 febbraio 2026 (Andy Cheung/Getty Images)

Tra le persone che hanno apprezzato l’arena c’è l’allenatore della nazionale maschile del Canada Jon Cooper, che l’ha definita «fantastica», dicendo anche che è una delle più belle arene viste dall’esterno, riferendosi ai tre livelli di LED presenti sulla facciata che creano un effetto visivo molto bello. Cooper ha anche detto che le informazioni che aveva letto sull’arena sono «un’ingiustizia», considerando come appare ora. 

Il capitano della nazionale maschile della Francia Pierre-Edouard Bellemare ha apprezzato le condizioni del ghiaccio della pista da hockey, sulle cui dimensioni c’erano state polemiche nei giorni precedenti alle Olimpiadi. Questi commenti confermano l’idea che molti spettatori hanno avuto: se non fossero circolati video e immagini sui ritardi dei lavori sarebbe difficile credere che meno di un mese fa ci fossero ancora molte parti da completare.

– Leggi anche: L’Arena Olimpica dell’hockey è stata inaugurata ma la devono ancora finire

Tra le persone che avevano espresso qualche dubbio c’era anche il presidente della Federazione internazionale di hockey su ghiaccio Luc Tardif, che a inizio gennaio aveva detto che c’era la possibilità che alcune parti dell’arena non venissero completate in tempo, pur assicurando che la pista di ghiaccio sarebbe stata pronta. Tardif però rimase molto contento già quando visitò l’arena per il test inaugurale: in quell’occasione disse che non c’era ragione per cui i giocatori NHL non dovessero venire. La NHL, il campionato nordamericano di hockey che è il più prestigioso al mondo, aveva infatti detto che se la pista e altre strutture come gli spogliatoi non avessero rispettato determinati standard non avrebbe mandato i suoi giocatori.

Rispetto a quando si sono tenute le partite di prova l’arena è nettamente migliorata: non ci sono più cavi penzolanti, tutti i pannelli del soffitto sono stati montati, i punti ristoro sono stati installati, gli ascensori e le scale mobili sono attivi, non c’è più puzza di vernice e sono stati aperti il secondo anello e gli skybox (quelli per vedere le partite in una saletta esclusiva, spesso con un buffet). Dentro l’arena la visibilità sul campo è ottima, anche dai posti più in alto (e non ci sono posti con la visuale parzialmente ostruita, cosa che in alcune strutture per eventi sportivi o musicali talvolta succede).

Quello che generalmente sorprende gli spettatori invece è il luogo in cui si trova: un’arena così moderna inserita in un panorama così spoglio è piuttosto spiazzante per chi arriva. È in una zona poco abitata del quartiere di Santa Giulia, che si trova nella periferia sud-est di Milano. Di fianco all’arena ci sono un parcheggio multipiano da circa 2.000 posti – che è stato fatto costruire da Eventim ed è pronto, ma si è deciso di non usarlo per le Olimpiadi – e appunto alcuni terreni.

L’area intorno all’Arena Santa Giulia con il parcheggio multipiano sulla sinistra, Milano, 30 gennaio 2026 (AP Photo/Luca Bruno)

Questi terreni, che non appartengono a Eventim, non fanno parte del progetto dell’arena e non dovevano quindi essere edificati in tempo per le Olimpiadi. Uno di questi è della società di supermercati Esselunga, che dovrebbe farci un supermercato con uno stile leggermente diverso rispetto al solito, mentre un altro è della società immobiliare Risanamento.