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  • Mercoledì 18 febbraio 2026

I negoziati più difficili Trump li affida tutti a questi due

Iran, Ucraina e Striscia di Gaza: è un modo molto inusuale di fare diplomazia, e non sembra molto efficace

Jared Kushner e Steven Witkoff al forum di Davos, gennaio 2026 (Gian Ehrenzeller/Keystone via AP)
Jared Kushner e Steven Witkoff al forum di Davos, gennaio 2026 (Gian Ehrenzeller/Keystone via AP)

In tutte le trattative diplomatiche più delicate, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump invia sempre le stesse due persone: Steven Witkoff e Jared Kushner. Entrambi hanno caratteristiche che li rendono scelte peculiari: sono molto vicini a Trump, sono uomini d’affari e non sono diplomatici di professione. Non solo: nessuno dei due ha una vera preparazione sulle questioni diplomatiche, e in più di un’occasione soprattutto Witkoff ha dimostrato di avere una padronanza limitata delle questioni su cui stava negoziando.

Nonostante questo, negli ultimi mesi i due hanno condotto i negoziati degli Stati Uniti con l’Iran sul nucleare, e quelli sulla guerra in Ucraina. Martedì, per esempio, Witkoff e Kushner hanno parlato con gli iraniani al mattino, e poi con russi e ucraini nel pomeriggio. Prima ancora, la coppia aveva contribuito a negoziare l’attuale cessate il fuoco cominciato a ottobre tra Israele e Hamas.

Witkoff è un immobiliarista amico di vecchia data di Trump, e formalmente ricopre la carica di «inviato speciale» nominato dalla Casa Bianca. Lui e Trump si conoscono dagli anni Ottanta, quando collaborarono a un affare immobiliare a New York. Kushner è il genero di Trump, marito di sua figlia Ivanka. Anche lui viene da una famiglia che si è enormemente arricchita con gli investimenti immobiliari. Kushner non ha alcuna carica formale e non riceve uno stipendio dal governo, ma è sempre presente a tutti i negoziati più importanti.

I due con Vladimir Putin al Cremlino, gennaio 2026 (Alexander Kazakov/Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)

I due con Vladimir Putin al Cremlino, gennaio 2026 (Alexander Kazakov/Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)

Dal punto di vista della politica estera statunitense, il fatto che i negoziati diplomatici di primo livello siano affidati a due non professionisti la cui qualità più importante è la vicinanza personale a Trump è inusuale. Abitualmente le trattative sono condotte da diplomatici professionisti o da persone esperte di politica internazionale e nominate dal presidente. Ma Trump vede con sospetto i funzionari di carriera, perché li considera membri del cosiddetto «deep state», cioè quella parte di apparati statali che secondo lui sta facendo opposizione segreta e sta cercando di ostacolarlo. Più in generale, Trump ha la tendenza a privilegiare la fedeltà personale rispetto alla competenza.

Alcuni paesi hanno accolto con favore questa nuova diplomazia informale degli Stati Uniti: sono soprattutto paesi autoritari o semiautoritari che apprezzano lo stile di Witkoff e Kushner. Entrambi approcciano la diplomazia un po’ come un negoziato d’affari nel settore immobiliare di New York, in un modo che è stato definito transazionale: non importa tanto l’aderenza ai princìpi democratici o il rispetto dei diritti umani, quanto il fatto che alla fine gli Stati Uniti – o Trump stesso – abbiano modo di guadagnare dall’accordo.

Sia Witkoff sia Kushner sono inoltre in affari con alcuni dei loro più importanti interlocutori: Zach Witkoff, figlio di Steven, è l’amministratore delegato di World Liberty Financial, l’azienda di criptovalute della famiglia Trump. L’anno scorso circa metà della compagnia è stata acquistata per 500 milioni di dollari da un fondo con legami con gli Emirati Arabi Uniti. Jared Kushner, nel contempo, negli scorsi anni aveva raccolto miliardi di dollari di investimenti dai fondi sovrani di paesi come l’Arabia Saudita, il Qatar e di nuovo gli Emirati Arabi Uniti.

Queste connessioni d’affari potrebbero rendere la coppia più vulnerabile a ricatti e pressioni. Al contrario, tra i sostenitori di Trump c’è anche chi dice che, poiché Witkoff e Kushner sono già ricchi, potrebbero essere meno corruttibili.

I due con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dicembre 2025 (AP Photo/Maryam Majd)

I due con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dicembre 2025 (AP Photo/Maryam Majd)

Dal punto di vista dell’efficacia, i giudizi sulla coppia sono discordanti. Da un lato non c’è particolare ammirazione per le loro doti negoziali: «Non ho visto nessuno molto impressionato dalle capacità diplomatiche del team attuale», ha detto al New York Times Asli Aydintasbas, un ricercatore del centro studi Brookings Institution. Dall’altro il fatto che tutti i negoziati più importanti passino per le stesse due persone, che godono della fiducia del presidente e fanno quasi tutto in autonomia senza il peso di grossi apparati, garantisce a Witkoff e Kushner una flessibilità e una capacità di manovra che un team diplomatico tradizionale non avrebbe.

Uno dei maggiori successi della coppia, per esempio, è stato il cessate il fuoco a Gaza: i sostenitori di Trump dicono che Witkoff e Kushner sono riusciti a ottenere quello che l’amministrazione precedente di Joe Biden aveva tentato per anni di fare senza successo. Al tempo stesso, però, le condizioni della guerra sono cambiate nel tempo, e il paragone è improprio.

In Ucraina invece le trattative sono a un punto morto, e il lavoro dei due negoziatori non è molto apprezzato: in particolare è stata criticata la tendenza di Witkoff a prendere le parti della Russia contro l’Ucraina.