A Palermo un assessore ha dormito in una casa popolare per difenderla dalle occupazioni
È successo al quartiere Zen, dove i gruppi criminali avevano minacciato la famiglia assegnataria costringendola ad andarsene

L’assessore all’Emergenza abitativa e politiche sociali per la casa di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, insieme ad alcuni docenti universitari e volontari, ha avviato una campagna civica per impedire che un alloggio popolare dello Zen venga sottratto ai legittimi assegnatari e occupato abusivamente da parte dei gruppi criminali, che hanno ampio margine di azione nel quartiere.
Per sensibilizzare sulla questione, l’assessore ha dormito due notti nell’alloggio in questione, dal quale una famiglia se ne era dovuta andare dopo aver subito delle minacce. Altre persone gli daranno il cambio fino alla prossima assegnazione a una famiglia che ne ha diritto e che accetterà di trasferirsi: «Le case vengono assegnate regolarmente dal comune di Palermo e non da Cosa Nostra o altri. Non intendiamo cedere», ha detto Ferrandelli.
La casa si trova allo Zen, il quartiere di edilizia popolare più conosciuto di Palermo, in un edificio dove vivono sei nuclei assegnatari. Dopo la liberazione di un alloggio, giovedì il comune lo aveva consegnato alla prima famiglia in graduatoria per l’emergenza abitativa, una lista che ne comprende oltre duemila, ed era toccato dunque a una coppia con tre figli e un quarto in arrivo.
Poche ore dopo il trasferimento la famiglia era stata minacciata con messaggi anonimi, lanci di pietre alle finestre e colpi sferrati alla porta d’ingresso. Dopo le intimidazioni la famiglia era stata costretta ad abbandonare la casa che, lasciata vuota e riconsegnata al comune giovedì, era ad alto rischio di occupazione abusiva: obiettivo, molto probabilmente, delle minacce stesse.
Allo Zen di Palermo ci sono regole e sistemi di gestione paralleli in mano al crimine organizzato, che oltre a coordinare estorsioni in cambio di protezione, controlla e mette a disposizione una serie di servizi per i cittadini: allacciamenti alla rete della luce e dell’acqua di cui poi riscuote direttamente i pagamenti, manutenzione e assegnazione degli alloggi. Il quotidiano La Sicilia ha scritto che «il metodo dei gruppi che lucrano sugli alloggi è sempre lo stesso: costringere i titolari a lasciare per cedere l’appartamento ad altri dietro pagamento». La “tariffa” per entrare, ha detto Ferrandelli, è «intorno ai 15 mila euro».
Dopo le due notti trascorse nella casa, Ferrandelli ha raccontato che il contatore è stato disattivato diverse volte, ma che la situazione è stata in generale tranquilla.
Quanto successo negli ultimi giorni allo Zen è accaduto, nelle scorse settimane, in altri tre quartieri della città. In un caso l’alloggio è stato distrutto pur di impedirne la legittima assegnazione. A ottobre scorso una casa popolare a Borgo Nuovo era stata incendiata sempre dopo l’assegnazione. Poche ore dopo una bomba carta era esplosa a pochi metri dall’abitazione di Ferrandelli, per il quale la questura aveva dunque predisposto una protezione personale.



