Il parlamento del Venezuela ha rinviato la discussione e il voto finale sul disegno di legge sull’amnistia

I parenti di alcuni detenuti in protesta a Caracas a sostegno del disegno di legge sull'amnistia, Venezuela, 30 gennaio 2026 (AP Photo/Ariana Cubillos)
I parenti di alcuni detenuti in protesta a Caracas a sostegno del disegno di legge sull'amnistia, Venezuela, 30 gennaio 2026 (AP Photo/Ariana Cubillos)

L’Assemblea nazionale, il parlamento monocamerale del Venezuela, ha votato per sospendere la discussione sul disegno di legge che, tra le altre cose, concede l’amnistia a centinaia di membri dell’opposizione in esilio e a manifestanti incarcerati per aver partecipato alle proteste contro il regime. Il parlamento, a inizio febbraio, aveva approvato il disegno di legge in prima lettura, ma per l’approvazione definitiva la Costituzione richiede un’altra votazione. Giovedì i deputati hanno approvato solo alcune parti del provvedimento, ma non quelle relative all’amnistia e hanno deciso infine di rimandare la discussione e il voto finale per risolvere alcuni punti critici del testo.

La legge era stata annunciata qualche settimana fa dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, ed è letta come un tentativo del regime di mostrarsi più conciliante verso le opposizioni e allinearsi alle aspettative dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump in seguito alla cattura di Nicolás Maduro.

L’amnistia riguarderà i reati commessi tra il 1° gennaio 1999 e la data di entrata in vigore della legge, e sarà applicata immediatamente alle persone che hanno problemi di salute o che hanno partecipato alle proteste in modo pacifico. La legge prevede inoltre la restituzione dei beni sequestrati ai detenuti e la revoca dei provvedimenti internazionali chiesti dal governo all’Interpol, consentendo così agli esponenti dell’opposizione in esilio di rientrare nel paese. Saranno invece escluse le persone condannate per i reati più gravi, come traffico di droga, omicidio, corruzione o violazione dei diritti umani.