Il parlamento del Venezuela ha rinviato la discussione e il voto finale sul disegno di legge sull’amnistia

L’Assemblea nazionale, il parlamento monocamerale del Venezuela, ha votato per sospendere la discussione sul disegno di legge che, tra le altre cose, concede l’amnistia a centinaia di membri dell’opposizione in esilio e a manifestanti incarcerati per aver partecipato alle proteste contro il regime. Il parlamento, a inizio febbraio, aveva approvato il disegno di legge in prima lettura, ma per l’approvazione definitiva la Costituzione richiede un’altra votazione. Giovedì i deputati hanno approvato solo alcune parti del provvedimento, ma non quelle relative all’amnistia e hanno deciso infine di rimandare la discussione e il voto finale per risolvere alcuni punti critici del testo.
La legge era stata annunciata qualche settimana fa dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, ed è letta come un tentativo del regime di mostrarsi più conciliante verso le opposizioni e allinearsi alle aspettative dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump in seguito alla cattura di Nicolás Maduro.
L’amnistia riguarderà i reati commessi tra il 1° gennaio 1999 e la data di entrata in vigore della legge, e sarà applicata immediatamente alle persone che hanno problemi di salute o che hanno partecipato alle proteste in modo pacifico. La legge prevede inoltre la restituzione dei beni sequestrati ai detenuti e la revoca dei provvedimenti internazionali chiesti dal governo all’Interpol, consentendo così agli esponenti dell’opposizione in esilio di rientrare nel paese. Saranno invece escluse le persone condannate per i reati più gravi, come traffico di droga, omicidio, corruzione o violazione dei diritti umani.


