Alcuni militanti di CasaPound sono stati condannati per la prima volta per riorganizzazione del partito fascista

Una manifestazione di ANPI e Rifondazione Comunista fuori dal tribunale di Bari, il giorno della sentenza, il 12 febbraio
Una manifestazione di ANPI e Rifondazione Comunista fuori dal tribunale di Bari, il giorno della sentenza, il 12 febbraio (ANSA/DONATO FASANO)

Il tribunale di Bari ha condannato, al termine del processo di primo grado, 12 militanti di CasaPound per aver aggredito nel 2018 alcune persone che manifestavano contro il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. La cosa notevole della sentenza è che, per la prima volta, a CasaPound è stata applicata la legge Scelba, che vieta la ricostituzione del Partito Fascista, sancendone quindi una continuità ideologica con le tattiche dell’organizzazione neofascista.

Cinque degli imputati, quelli che non hanno partecipato direttamente alle aggressioni, sono stati condannati a un anno e mezzo di carcere; gli altri sette a due anni e mezzo, per lesioni oltreché per violazione della legge Scelba. In particolare, il tribunale ha stabilito che sono stati violati il primo e il quinto articolo, che proibiscono rispettivamente la riorganizzazione del partito e le manifestazioni fasciste se propedeutiche alla sua ricostituzione. Diversi esponenti dell’opposizione hanno commentato la sentenza chiedendo al governo di sciogliere CasaPound.

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