“Cime tempestose” non è esattamente Cime tempestose
Il film di Emerald Fennell con Margot Robbie e Jacob Elordi si prende, volutamente, molte libertà

Non tutti l’hanno notato, ma nei poster e nelle locandine di Cime tempestose, il film di Emerald Fennell con Margot Robbie e Jacob Elordi che esce al cinema questa settimana, il titolo è tra virgolette. Pubblicizzarlo in questo modo è stata una precisa volontà della regista, che ha spiegato di aver voluto girare un adattamento molto libero dell’omonimo romanzo di Emily Brontë.
Di questa libertà si sono accorti in molti, già solo dai trailer e dalle foto promozionali: abiti, interni, età della protagonista, etnia del protagonista e alcune scene non sono quelli del romanzo, ma molto più in linea con i temi politici attuali e con la sensibilità per le storie d’amore della narrativa contemporanea. È una cosa che succede spesso con gli adattamenti, ma la parte del pubblico più affezionata al romanzo – che uscì nel 1847 ed è diventato un classico – non l’ha presa bene.
La parte del romanzo che solitamente viene adattata nei film è la prima, in cui, molto a grandi linee, si racconta di due famiglie che vivono in proprietà adiacenti nei vasti spazi della brughiera inglese di inizio ’800. In particolare il libro racconta di cosa accade quando Catherine e Heathcliff, cresciuti insieme senza essere parenti, diventano adolescenti, e di come il loro sentimento di profonda unione entri in crisi quando Catherine, per interesse, sposa il ricco proprietario della proprietà accanto invece di rimanere insieme al povero Heathcliff. Fuggito e poi tornato anni dopo con una diversa posizione economica, Heathcliff compra la proprietà in cui è cresciuto con Catherine e torna ad alimentare la reciproca attrazione, tormentandosi e tormentando Catherine e chi le sta intorno.
Fennell ha spiegato di aver voluto fare una versione di Cime tempestose che si avvicinasse a quello che aveva immaginato la prima volta che aveva letto il libro, e che includesse quindi quello che fantasticava facessero i personaggi nelle parti che non sono narrate, e quelle che ipotizzava fossero le motivazioni che ne guidavano le azioni. Non è niente di strano né di diverso da come si sono sempre adattati i romanzi, cioè cambiandoli, con la differenza che Fennell l’ha dichiarato ed enfatizzato.
Una parte delle ragioni per cui gli adattamenti cinematografici cambiano i romanzi sta nell’esigenza di comprimere e riassumere, visto che in un film entrano meno informazioni di quelle contenute in un libro. L’altra sta nel fatto che non può esistere una trasposizione in immagini neutra, perché per quanto si segua il romanzo è sempre richiesto un margine di interpretazione e al cinema la “visione” di un regista è sempre la cosa più importante.
Esistono circa 16 adattamenti di Cime tempestose per il cinema o per la televisione, realizzati in diversi paesi del mondo (in Italia fu fatto uno sceneggiato negli anni ’50 e una fiction nel 2004), e nessuno di questi è fedele al romanzo. In quasi tutti, per esempio, Heathcliff è bianco (anche Elordi lo è), mentre nel romanzo è descritto con la pelle scura. Raramente poi attori e attrici hanno le età giuste, cioè sono adolescenti.
A seconda delle epoche, ogni adattamento audiovisivo ha insistito su diverse componenti del romanzo. Per esempio la versione del 1992 con Juliette Binoche e Ralph Fiennes è quella che più di tutte sottolinea il racconto di fantasmi e apparizioni, in linea con la moda del romanticismo gotico di quegli anni. Quasi nessuno ha adottato la struttura del romanzo, in cui gli eventi sono raccontati di volta in volta da personaggi diversi, in certi casi anche coinvolti nei fatti. La versione più fedele è probabilmente quella del 2011 di Andrea Arnold, fatta con attori e attrici adolescenti, in ambienti realistici e con due attori di pelle scura (Solomon Glave e James Howson) per Heathcliff da ragazzo e da adulto.
La versione che è adesso al cinema è la più distante di tutte dal romanzo, deliberatamente. Il design degli interni come quello degli abiti è anacronistico e volutamente molto carico. E, come detto, Margot Robbie è molto più grande del personaggio nel libro (ha 34 anni) e anche della controparte maschile, cioè Jacob Elordi (che ne ha 28), quando invece dovrebbero essere coetanei. È però tutto in linea con lo stile molto espressivo del film, che enfatizza molto alcuni elementi visivi e sonori.
Lungo la storia ci sono paesaggi implausibili e immagini impossibili, che però rendono bene quello che devono comunicare. Per esempio, in una stanza le pareti sono fatte come la pelle della persona che ci vive e a un certo punto traspirano. Non ha senso, ma è anche chiaro vedendo il film cosa voglia esprimere. Oppure la morte di un personaggio per via dell’alcol è mostrata posizionandolo in un ambiente con un numero eccessivo di bottiglie vuote. Non è plausibile ma comunica bene cosa è accaduto. Inoltre c’è del sesso esplicito, che nel libro non solo non c’è, ma non è nemmeno implicato o suggerito.
L’accusa di molti è che questa sia una versione del libro “whitewashed”, in cui cioè si “sbiancano” personaggi che apparterrebbero ad altre etnie, e che così facendo vengano annullate le connotazioni politiche della storia. In realtà queste connotazioni rimangono e anzi vengono enfatizzate dal film, ma il divario qui non si basa sul colore della pelle ma sulla differenza di classe sociale, tema che Fennell aveva già esplorato nel suo film precedente, Saltburn.
Inoltre è stato molto criticato il fatto che questa versione modifichi temi e concetti portanti del romanzo ben al di là delle esigenze di adattamento in un film, per assomigliare alla letteratura romantica più in voga.
Almeno dal 2023 infatti sono aumentate di molto le vendite dei libri che raccontano storie romantiche, soprattutto a un pubblico tra i 20 e i 30 anni, anche per effetto di come questi vengono promossi e raccontati nel BookTok, cioè il complesso di video a tema letteratura postati su TikTok. È un tipo di storie molto preciso, che si trova sia nei romanzi editi dalle grandi case editrici che su piattaforme come Wattpad, in cui ognuno può scrivere il proprio romanzo e da cui negli anni sono nati grandi casi editoriali.
Il romanzo di Emily Brontë non è rosa, ma il sentimento tra Catherine e Heathcliff è raccontato nel film di Fennell in modo simile a come sono spesso raccontate le relazioni in quei romanzi, con la medesima enfasi sulla parte sessuale, i medesimi toni iperbolici riguardo al desiderio e la presentazione dei classici atteggiamenti tossici per drammatizzare la storia.
In più Jacob Elordi è diventato famoso proprio con un adattamento di questo tipo di romanzi, la serie di film The Kissing Booth, tratti dai libri di Beth Reekles pubblicati originariamente su Wattpad. Anche le musiche di Cime tempestose contribuiscono a questo tono. Le ha composte Charli XCX nello stile della musica pop moderna, quindi sono ben lontane dalle colonne sonore che più associamo alle storie di epoca vittoriana.



