Tre persone sono state condannate nel processo d’appello bis per la valanga di Rigopiano: tra gli assolti anche il sindaco di Farindola

La lettura della sentenza nel processo d'appello bis per la valanga di Rigopiano, Perugia, 11 febbraio 2026 (ANSA/TOMMASO CROCCHIONI)
La lettura della sentenza nel processo d'appello bis per la valanga di Rigopiano, Perugia, 11 febbraio 2026 (ANSA/TOMMASO CROCCHIONI)

Si è concluso a Perugia il nuovo processo d’appello sul caso della valanga che il 18 gennaio del 2017 causò la morte di 29 persone all’hotel Rigopiano, in Abruzzo: tre ex dirigenti della regione, Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci, sono stati condannati a due anni per disastro colposo. Per altri due imputati le condanne sono soggette a prescrizione, mentre cinque persone, tra cui il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta che in primo grado era stato condannato a 2 anni e 8 mesi, sono state assolte.

Il percorso giudiziario che ha portato a questa sentenza è stato lungo e complesso. Il processo di primo grado era iniziato nel 2019 e si era concluso nel febbraio del 2023 con 25 assoluzioni e 5 condanne. Nel 2024 la Corte d’appello dell’Aquila aveva modificato parzialmente le sentenze, aggiungendo nuove condanne. Nel dicembre del 2024 la Cassazione aveva confermato la condanna a un anno e otto mesi di carcere per l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo e quella a sei mesi per l’ex gestore dell’hotel Bruno Di Tommaso, rendendole così definitive. Ma aveva stabilito che doveva essere fatto un nuovo processo d’appello per alcuni imputati. L’appello bis era iniziato il 10 novembre del 2025 a Perugia e le sentenze sono state decise oggi dopo 9 ore di camera di consiglio.

L’hotel Rigopiano-Gran Sasso Resort si trovava a 1.200 metri d’altitudine nel comune di Farindola, in provincia di Pescara. Fu travolto da una valanga di neve, detriti e tronchi d’albero il pomeriggio del 18 gennaio del 2017, con un impatto così violento da far ruotare l’edificio di tre piani di circa 13° e da farlo spostare di qualche decina di metri. All’interno c’erano 40 persone, 29 delle quali morirono. Quella mattina c’erano state nella zona quattro scosse di terremoto di magnitudo superiore a 5. Gli ospiti non poterono lasciare la struttura perché la strada che collegava l’albergo al comune di Farindola era impraticabile per la neve.

Quando la valanga raggiunse l’hotel l’allarme fu dato da uno degli ospiti, che si salvò per caso, ma per via di negligenze e informazioni sbagliate date dal gestore dell’hotel i soccorsi non arrivarono per ore. I primi elicotteri arrivarono alle 6:30 del mattino successivo, e le operazioni durarono una settimana.