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  • Martedì 10 febbraio 2026

A Niscemi si cercano case sfitte per gli sfollati

Il comune ha avviato un censimento per capire quante sono, e intanto si cerca di recuperare quanto possibile da quelle che rischiano di crollare

I Vigili del fuoco a Niscemi, dopo la frana (Alessandro Sala, CESURA, per il Post)
I Vigili del fuoco a Niscemi, dopo la frana (Alessandro Sala, CESURA, per il Post)
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A più di due settimane dalla frana che il 25 gennaio ha fatto collassare parte del centro storico di Niscemi, in Sicilia, le persone sfollate sono ancora più di 1.500. Per questa ragione da alcuni giorni il comune ha avviato una sorta di censimento per capire quanti sono gli appartamenti sfitti o vuoti che potrebbero essere venduti o affittati a chi ne ha bisogno. Al momento sono state presentate circa 170 offerte, che dovranno essere valutate. Non è però una procedura vincolante.

Nei giorni scorsi l’assessorato regionale alle Infrastrutture aveva detto di aver messo a disposizione 13 milioni di euro per dare contributi a fondo perduto agli sfollati e permettere loro di comprare una nuova casa. I soldi non basterebbero però per tutte le persone che non rientreranno più nelle loro case, e per questo motivo è stato avviato anche il censimento del comune.

Oltre 440 famiglie, circa mille persone, stanno intanto cercando una soluzione alternativa autonomamente e hanno chiesto finora un contributo per l’affitto o un alloggio in una struttura ricettiva. Le domande dovranno essere valutate dal comune in base all’effettivo bisogno di assistenza, e poi la Protezione civile accetterà le richieste idonee.

Le persone sfollate vivevano nei quartieri più interessati dalla frana, cioè Sante Croci, Trappeto e la zona di via del Popolo. Nella “zona rossa”, cioè quella dove non è consentito l’accesso, ci sono 880 edifici: circa cento in realtà non erano abitati perché sgomberati dopo la frana del 12 ottobre 1997. Dovevano essere abbattuti perché abusivi, ma il finanziamento per demolirli è arrivato solo il 20 dicembre del 2025. Sono le case più vicine alla frana e in parte sono crollate.

Nel frattempo il fronte della frana ha superato i 4 chilometri e lo scivolamento del centro storico verso il basso non si è ancora fermato. Lunedì è crollata anche la croce del quartiere Sante Croci, che era diventata in queste settimane un po’ un simbolo per il paese dato che finora era rimasta intatta. I Vigili del fuoco stanno ancora accompagnando le persone nella zona rossa per recuperare beni nelle case che rischiano di franare, anche a poche decine di metri dal fronte della frana: lunedì sono stati condotti 30 interventi.

Alle 12 è prevista una nuova riunione in comune per fare il punto della situazione, a cui parteciperà anche il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha anticipato che nei prossimi giorni dovrebbe tornare a Niscemi anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.