La prima dichiarazione di Lindsey Vonn dopo la caduta alle Olimpiadi
La sciatrice statunitense è stata operata d'urgenza e ha detto che dovrà essere operata ancora, ma che non ha rimpianti

La sciatrice statunitense Lindsey Vonn, una delle più forti e vincenti di sempre, ha commentato per la prima volta la sua brutta caduta di domenica mattina nel corso della discesa libera femminile alle Olimpiadi di Milano Cortina. La caduta era avvenuta pochi secondi dopo la partenza: Vonn aveva perso il controllo dopo essere rimasta impigliata con un bastoncino durante un salto, era stata portata via in elisoccorso e ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Lì ha subìto due interventi chirurgici per una frattura multipla alla tibia sinistra.
In un comunicato pubblicato lunedì sui social Vonn ha detto che ci vorranno ancora vari interventi per risanare adeguatamente la frattura. «Ieri il mio sogno olimpico non è finito come speravo. Non è stato un finale da libro o da fiaba, è stato solo vita», ha detto. Ha confermato di essere caduta perché passata troppo vicina a una porta: «nelle gare di sci alpino la differenza tra una traiettoria strategica e un infortunio catastrofico può essere di appena 13 centimetri».
Ha anche aggiunto che i suoi passati infortuni, tra cui quello recente al legamento crociato, non hanno influito in nessun modo nella caduta. Vonn era infatti tornata a gareggiare nel 2024 dopo cinque anni di inattività, con un ginocchio destro quasi del tutto ricostruito. Aveva poi scelto di gareggiare nella discesa libera nonostante si fosse rotta il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro il 30 gennaio in una gara in Svizzera. La sua decisione di gareggiare con il crociato rotto era stata molto commentata, da alcuni anche criticamente.
«Stare al cancelletto di partenza ieri è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere che ero lì ad avere la possibilità di vincere è stata una vittoria in sé. Sapevo che gareggiare era un rischio. È sempre stato e sarà sempre uno sport incredibilmente pericoloso. E come nelle gare di sci, corriamo dei rischi anche nella vita. Sogniamo. Amiamo. Saltiamo. E a volte cadiamo. A volte i nostri cuori si spezzano. A volte non realizziamo i sogni che abbiamo. Ma questa è anche la bellezza della vita; possiamo provare. Ci ho provato. Ho sognato. Ho saltato. Spero che, se c’è una cosa che prenderete come esempio dal mio percorso, sia il coraggio di osare in grande. La vita è troppo breve per non darci una possibilità. Perché l’unico fallimento nella vita è non provare. Credo in voi, proprio come voi avete creduto in me».
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