Con una sentenza storica, nelle Filippine è stato deciso che le coppie omosessuali possono essere comproprietarie di una casa 

Un Pride a Manila, nelle Filippine (AP Photo/Bullit Marquez)
Un Pride a Manila, nelle Filippine (AP Photo/Bullit Marquez)

La Corte Suprema delle Filippine, il più importante tribunale del paese, ha stabilito che anche le coppie dello stesso sesso possono essere riconosciute come comproprietarie di una casa. È una decisione molto rilevante in un paese molto cattolico e conservatore in cui le unioni tra persone dello stesso sesso non hanno nessun riconoscimento legale, con conseguenti mancanze di tutele, per esempio in ambito patrimoniale o sanitario.

La sentenza è considerata storica perché per la prima volta la Corte Suprema ha esteso l’applicazione di un articolo del Codice di famiglia anche alle coppie omosessuali. In particolare ha stabilito che l’articolo 148, che regola la proprietà di persone che vivono insieme senza essere sposate, può applicarsi anche a coppie dello stesso sesso, dal momento che il testo della legge non fa distinzioni di genere o orientamento sessuale.

La sentenza deriva da un contenzioso tra due donne che avevano convissuto per anni in una casa acquistata insieme nella periferia della capitale Manila, e che dopo essersi separate avevano litigato sulla sua vendita. Nonostante la casa fosse stata comprata da entrambe, formalmente la proprietaria era solo una, che a differenza dell’altra non voleva venderla. L’altra donna si era rivolta a un tribunale per chiedere di dividere la proprietà della casa, ma il tribunale le aveva dato torto, e così la corte d’appello: il caso è finito quindi alla Corte Suprema.