La serie di Miyazaki che se la gioca con i suoi film più belli
Negli anni Settanta “Conan il ragazzo del futuro” anticipò tutti i temi prediletti del grande animatore giapponese

Fino a mercoledì 11 febbraio alcuni cinema italiani proietteranno una versione restaurata degli ultimi quattro episodi di Conan il ragazzo del futuro, una delle serie d’animazione giapponesi più amate di sempre. Uscì nel 1978 e fu scritta, diretta e ideata da Hayao Miyazaki con la collaborazione di Isao Takahata, che sette anni dopo fondò con lui lo Studio Ghibli, e Keiji Hayakawa.
Ai tempi Miyazaki non aveva ancora raggiunto lo status di animatore giapponese più influente al mondo: Lupin III – Il castello di Cagliostro, il suo primo lungometraggio, sarebbe uscito soltanto l’anno successivo. E non aveva neppure cominciato a lavorare al manga Nausicaä della Valle del vento, da cui nel 1984 avrebbe tratto il suo primo film davvero famoso e rilevante.
Eppure è una delle produzioni a cui i fan di Miyazaki sono maggiormente affezionati, al pari di film famosissimi e trasversalmente apprezzati come Il mio vicino Totoro, La città incantata, Porco rosso e Il castello errante di Howl. Questo perché i 26 episodi di Conan il ragazzo del futuro contengono tutti i temi che avrebbe trattato nei suoi lavori successivi, come l’antimilitarismo, l’ecologismo, l’aviazione e la fascinazione per le fiabe popolari, la fantascienza e l’immaginario steampunk.
Conan il ragazzo del futuro è liberamente ispirato all’omonimo romanzo di fantascienza di Alexander Key, che a Miyazaki non piacque molto. Lo trovava eccessivamente tenebroso e pessimista, e per questo motivo chiese e ottenne da Nippon Animation, la società per cui lavorava al tempo, di poter intervenire in modo sostanziale sulla sceneggiatura. Cambiò le ambientazioni, buona parte dei personaggi e il finale, e il risultato fu una specie di ibrido tra una storia di formazione, una fiaba ecologista e un romanzo post apocalittico.
L’impianto narrativo di Conan il ragazzo del futuro è piuttosto complesso, maturo e ambizioso, considerando che si tratta di una serie pensata per un pubblico di bambini. È un racconto ambientalista, progressista e ottimista: parla di tante cose, ma soprattutto della necessità di preservare la natura dall’espansionismo industriale e della capacità delle nuove generazioni di immaginare e costruire un futuro migliore.
Le vicende si svolgono in un 2028 distopico in cui una violenta guerra ha ucciso più della metà degli esseri umani, provocando una grave crisi energetica e uno spostamento dell’asse terrestre che ha quasi interamente sommerso i continenti. Il protagonista, Conan, è un dodicenne dotato di capacità fisiche eccezionali, cresciuto insieme al nonno su una sorta di paradiso terrestre chiamato “Isola perduta”.
All’inizio sono convinti di essere gli unici due sopravvissuti, ma le cose cambiano quando Conan incontra Lana, una coetanea dotata di poteri telepatici. È la nipote del dottor Rao, uno scienziato che possiede conoscenze avanzatissime sull’impiego dell’energia solare, ed è ricercata dalle autorità di Indastria, un regime militare e tecnocratico che alimenta tutti i suoi impianti produttivi con un reattore nucleare prossimo all’esaurimento. Il dittatore Repka vuole rapirla per costringere Rao a sottomettersi alle sue dipendenze e ottenere l’indipendenza energetica.
La produzione di Conan il ragazzo del futuro fu piuttosto travagliata: la realizzazione di un singolo episodio poteva richiedere fino a dieci giorni di lavoro, e questa lentezza produttiva mise molto alla prova la pazienza dei dirigenti di NHK, la rete pubblica che mandò in onda la serie in Giappone.
In un passaggio di Starting Point 1979-1996, libro dedicato ai primi anni della sua carriera, Miyazaki ha raccontato che la preparazione degli episodi gli tolse molte ore di sonno, anche per via del suo perfezionismo inflessibile. Disegnò tutti gli storyboard (cioè i disegni “grezzi” di tutti gli episodi, scena per scena) insieme a Takahata, intervenne in modo severo e minuzioso sul lavoro degli animatori incaricati di rifinirli e dedicò moltissimo tempo ed energie a una sua nota ossessione: la storia dell’aviazione civile e militare.
In Conan il ragazzo del futuro compaiono spesso e volentieri modelli di aerei molto curati e carichi di dettagli. Tra questi c’è il Falco, un idrovolante che anticipava molte caratteristiche estetiche e meccaniche dell’aeroplano che qualche anno dopo il maiale partigiano Marco Pagot piloterà in Porco rosso. Il dottor Rao invece guidava una specie di sottomarino che, all’occorrenza, poteva librarsi in volo. Il velivolo più famoso in assoluto, però, è il cacciabombardiere utilizzato nella fittizia Terza guerra mondiale raccontata nella serie, chiamato Giganto: un enorme aereo da guerra alimentato a energia solare.
Anche se oggi è considerata perlopiù un capolavoro, ai tempi la serie fu un mezzo flop in termini di ascolti, anche perché fu molto penalizzata dalla concorrenza: andava in onda il martedì alle 19:30, la stessa fascia oraria di Pittanko Kan Kan, un popolare quiz televisivo.
Yasuhiko Tan, il produttore di NHK che approvò il progetto, era consapevole fin dal primo momento che mandare in onda sulla sua rete una serie così profonda e complessa poteva essere un grosso azzardo.
Rimase molto affascinato dalla sceneggiatura riadattata da Miyazaki, ma già dopo la visione dell’episodio pilota si rese conto che gli ascolti sarebbero stati deludenti. «Oggi la gente ne parla come di un grande capolavoro dell’animazione, ma all’epoca la sua reputazione non era affatto buona. Gli indici di ascolto non rispondevano alle aspettative, e io sentivo raccontare ogni genere di cattiveria. Sai quanto è difficile sentire parlare male di un progetto che ami?», raccontò anni fa al giornalista Jonathan Clements. Noriko Ohara, la doppiatrice originale di Conan, ha detto che tutto lo staff rimase piuttosto frustrato dai pessimi risultati di ascolto della serie, e che paradossalmente tutti iniziarono a parlarne soltanto dopo la fine della messa in onda.
In Italia le cose andarono molto diversamente: fu trasmessa nel 1981 su varie reti locali (con un doppiaggio molto poco fedele all’originale), ed è ricordata ancora oggi come una delle più amate di quel decennio. In anni recenti è stata disponibile su Netflix, e ora è possibile vederla acquistandola su Amazon Prime Video.
Conan il ragazzo del futuro ha anche molti cultori tra gli addetti ai lavori. È una delle opere preferite di Bong Joon-ho, il regista di Parasite, che lo ha citato come un’influenza importante per la sua formazione. Un’altra fan piuttosto accanita è Rebecca Sugar, l’animatrice statunitense che ha creato l’apprezzata serie Steven Universe.
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