Un grande archivio pubblico della CIA non esiste più
Da oltre 60 anni il World Factbook forniva informazioni affidabili e gratuite su moltissimi paesi: l'agenzia l'ha chiuso senza dire perché

A partire dal 4 febbraio la CIA ha oscurato le pagine del proprio World Factbook, una sorta di grande enciclopedia online con schede e informazioni su centinaia di paesi e regioni, che era gratuita e accessibile a tutti. La CIA è la principale agenzia di intelligence statunitense per l’estero: il World Factbook era una risorsa molto nota, affidabile e usata in diversi ambiti, tutti aspetti che la rendono difficile da sostituire.
La CIA non ha spiegato il motivo della cancellazione, fatta senza preavviso e in modo sorprendente. Per decenni l’agenzia aveva lodato il World Factbook come un servizio indispensabile, e il sito era consultato da milioni di persone ogni anno. Oltre a questo, la CIA non si è limitata a smettere di aggiornare il sito, ma ha oscurato l’intero archivio. Le schede sui vari paesi non sono più raggiungibili e al loro posto c’è un comunicato che dice che il World Factbook «è tramontato».
Il sito aveva una grande quantità di informazioni, suddivise per schede dedicate a singoli paesi e regioni. C’erano molti dati geografici e demografici, ma anche informazioni storiche, curiosità e dettagli utili per prepararsi a un viaggio, per esempio sui numeri da chiamare in caso di emergenza o sul tipo di presa elettrica più diffuso.
Le informazioni del World Factbook erano pubbliche, non protette da diritto d’autore e potevano essere condivise e riprodotte liberamente. Può sembrare strano che fosse proprio la CIA a gestirlo, ma dipende dal fatto che nel suo lavoro l’agenzia raccoglie tantissimi dati che in molti casi possono essere diffusi senza problemi. Il World Factbook venne creato nel 1962, e almeno all’inizio era riservato. Diventò pubblico nel 1971, e nel 1997 la CIA creò anche la versione digitale. Le schede venivano aggiornate regolarmente, e ogni anno veniva pubblicata una nuova edizione stampata.

Una copia della vecchia pagina principale del World Factbook della CIA, nel 2020.
Il World Factbook era usato anche nelle scuole statunitensi e molti insegnanti sono rimasti sgomenti quando hanno scoperto che non era più accessibile. Taylor Hale, un insegnante di geografia, ha detto a CNN che era uno strumento quasi canonico: «È sempre stato lì, e adesso non esiste più». Altri insegnanti hanno scritto su Reddit di averlo usato «costantemente negli ultimi due decenni». Alcuni hanno detto di avere già cercato delle alternative valide online, inutilmente.
Oltre a essere consultato da molte persone negli Stati Uniti, il sito era anche usato da ricercatori, giornalisti e accademici nel resto del mondo, proprio perché era ritenuto una fonte più affidabile di altre. In un certo senso contribuiva anche a rafforzare l’importanza e l’influenza degli Stati Uniti al di fuori dei loro confini, nei settori dell’informazione e della cultura: era uno degli strumenti del cosiddetto “soft power” statunitense, il “potere morbido” con cui gli stati cercano di condizionare altri paesi senza usare la forza.
Non sappiamo se ed eventualmente quanto la chiusura del sito dipenda da richieste dell’amministrazione di Donald Trump. Nei mesi scorsi il direttore della CIA, John Ratcliffe (nominato da Trump nel 2025), aveva detto che avrebbe chiuso i programmi che non rientravano tra i compiti fondamentali dell’agenzia, e l’amministrazione aveva anche iniziato a ridurne il numero di dipendenti.
Simon Willinson, un noto imprenditore ed esperto di informatica britannico, ha creato una copia dell’archivio del World Factbook, che però risale al 2020.



