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  • Sabato 7 febbraio 2026

Le elezioni anticipate sono una grande occasione per il partito di governo in Giappone

Per tornare a dominare la politica nazionale, come era stato per 70 anni, sfruttando l'inaspettata popolarità della sua leader

Un volantino col volto di Sanae Takaichi nella borsa di una sostenitrice a un raduno del Partito Liberal Democratico (PLD), 3 febbraio 2026 (Soichiro Koriyama/Bloomberg)
Un volantino col volto di Sanae Takaichi nella borsa di una sostenitrice a un raduno del Partito Liberal Democratico (PLD), 3 febbraio 2026 (Soichiro Koriyama/Bloomberg)

Le elezioni legislative che si tengono domenica in Giappone sono una scommessa per la prima ministra Sanae Takaichi, che governa da circa tre mesi. A metà gennaio aveva sciolto la camera bassa del parlamento, dove la coalizione di governo era rimasta con una maggioranza risicata, e ora spera di capitalizzare sulla sua grande popolarità per ottenerne una più solida. Secondo i sondaggi ha buone probabilità di riuscirci.

Il voto riguarda solo la camera dei rappresentanti, e serve a rinnovare i suoi 465 seggi con un sistema che è metà maggioritario e metà proporzionale. Il parlamento giapponese, o Dieta nazionale, è composto anche da una Camera dei consiglieri (in pratica il Senato), composta da 248 rappresentanti: non può essere sciolta dalla prima ministra ed è eletta con cadenza e regole diverse rispetto all’altra. È rinnovata per metà ogni tre anni e le prossime elezioni saranno nel 2028. Nel sistema giapponese la Camera dei rappresentanti è quella più importante per la tenuta di un governo, perché è l’unica che può sfiduciarlo.

Fino a poco tempo fa il Partito Liberal Democratico (PLD), cioè il partito conservatore di cui fa parte Takaichi e che domina a politica giapponese da settant’anni, stava attraversando un momento complicato. Vari scandali avevano causato una grossa crisi di consensi, e tra il 2024 e il 2025 aveva perso per la prima volta nella sua storia la maggioranza sia alla Camera che al Senato (la controllava in coalizione con Komeito, un altro partito conservatore).

Ora, soprattutto grazie a Takaichi, i sondaggi danno il PLD in grande ripresa, anche se la situazione politica per il partito di governo rimane complessa. Il PLD è tuttora in minoranza al Senato. Alla Camera ha stretto una nuova alleanza con il Partito dell’Innovazione del Giappone, anch’esso conservatore, che gli garantisce una nuova maggioranza che però è appesa a un solo seggio. È stata proprio questa situazione che ha spinto Takaichi a sciogliere la Camera dei rappresentanti.

Un cartellone elettorale a Tokyo, 3 febbraio 2026 (AP Photo/Louise Delmotte)

Takaichi è stata eletta nell’ottobre del 2025 in seguito alle dimissioni del suo predecessore Shigeru Ishiba, sempre del PLD. Ishiba aveva governato per un anno, ma si era dimesso a fine 2025 dopo le elezioni legislative in cui il partito era andato molto male. Per vari motivi Takaichi ha goduto subito di un grande consenso, legato anche a nuove strategie comunicative che le hanno dato un’inaspettata popolarità tra i più giovani.

– Leggi anche: Chi è Sanae Takaichi

Negli ultimi tre mesi i suoi consensi sono oscillati tra il 60 e il 70 per cento: una percentuale molto alta che è leggermente calata dopo l’annuncio di elezioni anticipate, segno che la mossa di Takaichi potrebbe essere stata accolta con un po’ di freddezza e letta come una manovra che punta solo ad aumentare il potere del partito in un momento in cui il Giappone affronta problemi come un’inflazione alta e il crollo della sua moneta, lo yen.

I sondaggi comunque danno il PLD in largo vantaggio. Secondo quello dell’Asahi Shimbun, tra i principali quotidiani del Giappone, il PLD potrebbe riuscire a ottenere la maggioranza anche da solo (233 seggi), e raggiungere i 300 seggi in coalizione con il Partito dell’Innovazione.

La principale opposizione al governo è fatta dall’Alleanza riformatrice centrista che riunisce Komeito, l’ex alleato del PLD, e il Partito Costituzionale Democratico del Giappone, di centrosinistra. I due partiti insieme hanno attualmente 172 seggi, ma secondo i sondaggi sono destinati a diminuire. Partiti più piccoli sono il Partito Democratico per il Popolo, un partito centrista e populista che ci si aspetta mantenga i seggi attuali, e il partito di estrema destra Sanseito, che invece dovrebbe guadagnarne qualcuno in più.

Quella che si conclude domenica in Giappone è stata una campagna elettorale tra le più brevi della sua storia: è durata appena qualche settimana, e si è parlato prevalentemente dell’inflazione, ma anche di riforme politiche come quella sui finanziamenti ai partiti e sulla riduzione del numero di parlamentari. L’estrema destra ha calcato sul tema identitario, portando al centro della propria campagna la questione della sempre maggiore presenza di persone straniere sul territorio giapponese. Il tema è stato ripreso anche dai partiti al governo, che hanno detto che potrebbero valutare misure particolarmente drastiche come un tetto massimo al numero di stranieri residenti nel paese.