L’esercito russo non ha più Starlink

Il sistema di comunicazioni satellitari di Elon Musk è fondamentale per le operazioni al fronte, e ora lo possono usare solo gli ucraini

Un soldato ucraino setta un'antenna Starlink al fronte, agosto 2023 (AP Photo/Bram Janssen)
Un soldato ucraino setta un'antenna Starlink al fronte, agosto 2023 (AP Photo/Bram Janssen)
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I soldati russi al fronte in Ucraina hanno perso l’accesso a Starlink, il sistema satellitare utilizzato per le comunicazioni militari e gestito da SpaceX, l’azienda spaziale di Elon Musk. L’esercito russo usava Starlink in maniera illecita, e su richiesta del governo ucraino Elon Musk l’ha bloccato. Starlink è il più preciso e sicuro sistema di comunicazione attualmente a disposizione nella guerra in Ucraina, e la sua perdita potrebbe avere conseguenze di rilievo per i russi.

Il sistema Starlink è composto da una rete di circa settemila satelliti che forniscono connessione internet ai terminali di ricezione a terra, e gli ucraini lo usano dall’inizio della guerra. I terminali sono composti da una piccola antenna portatile che capta il segnale satellitare ed è connessa a un router che gestisce la connessione internet. I russi non potrebbero comprare i terminali di Starlink a causa delle sanzioni statunitensi, ma li hanno trafugati illegalmente e inviati al fronte, consentendo anche ai propri soldati di connettersi.

Da qualche tempo inoltre i russi avevano cominciato a montare terminali di Starlink direttamente sui droni: questo fornisce ai droni una connessione più affidabile e a lungo raggio con il loro pilota, aiuta a evitare i tentativi di interferenza delle difese avversarie e a colpire i bersagli con maggiore precisione. I droni russi equipaggiati di terminali Starlink al momento sono pochi, ma la loro diffusione ha preoccupato gli ucraini.

I blogger militari russi (cioè giornalisti e analisti molto di parte che spesso viaggiano con l’esercito e comunicano su Telegram e altre piattaforme) hanno iniziato ad accorgersi che le unità russe stavano perdendo la connessione internet tra mercoledì e giovedì. Il blogger Boris Rozhin ha scritto che «Sì, ci saranno delle conseguenze sul campo» e che «al momento non ci sono alternative» a Starlink.

Attualmente, senza Starlink, molte unità russe si trovano isolate e senza mezzi per coordinarsi con il resto dell’esercito. Sul lungo periodo però il problema principale è la sicurezza delle comunicazioni. Le comunicazioni internet garantite da Starlink sono molto difficili da intercettare o da disturbare con sistemi di interferenza, al contrario di altri sistemi più tradizionali come la radio, di cui è invece abbastanza facile intercettare il segnale. Significa che, finché non trovano un’alternativa a Starlink o un modo per aggirare il blocco, i soldati russi opereranno al fronte temendo che le loro comunicazioni siano intercettate, e che gli ucraini conoscano la loro posizione e le loro intenzioni.

Serhii Beskrestnov, un consigliere del ministero della Difesa ucraino, ha detto ai media che senza Starlink «le operazioni d’assalto [dei russi] si sono bloccate in molte aree». Non è possibile però verificare in maniera indipendente le sue affermazioni.

Le trattative con Elon Musk per bloccare Starlink ai russi sono state guidate da Mykhailo Fedorov, il nuovo ministro della Difesa ucraino, che fino a pochi mesi fa era ministro per la Trasformazione digitale ed è un ex imprenditore tecnologico. Il blocco funziona in modo semplice. Il governo ucraino ha creato una lista di terminali autorizzati in cui bisogna registrarsi. I terminali che non sono presenti nella lista e operano nel territorio del fronte vengono automaticamente disattivati.

Questo ha creato alcuni problemi anche agli ucraini, perché non tutte le unità ucraine dotate di Starlink hanno fatto in tempo a registrarsi, e hanno perso temporaneamente il proprio accesso. Inoltre Starlink è usato anche dai civili per connettersi a internet (è disponibile per i privati anche in Italia) e molti di loro non si sono registrati in tempo. Il ministro Fedorov ha detto però che la lista dei terminali autorizzati è in aggiornamento rapido.

SpaceX ha aggiunto un’ulteriore limitazione: tutti i terminali Starlink che viaggiano a più di 75 chilometri orari vengono automaticamente disattivati. È un modo per impedire ai russi di usare i terminali sui droni.

La Russia sta comunque cercando alternative a Starlink, e il governo russo ha annunciato mesi fa che intende lanciare la propria rete di satelliti per le comunicazioni internet. Il progetto però richiederà anni per essere realizzato.

Un soldato ucraino lancia un drone, settembre 2025 ( AP Photo/Yevhen Titov)

Un soldato ucraino lancia un drone, settembre 2025 ( AP Photo/Yevhen Titov)

Il blocco di Starlink ai russi sta avvenendo in un momento di riassestamento dei rapporti tra Russia e Stati Uniti: in questa settimana ci sono stati sia segnali di riavvicinamento sia segnali in senso contrario.

Giovedì i due paesi hanno annunciato la ripresa delle comunicazioni di alto livello, che erano state interrotte nel 2021. Significa che ci sarà un canale istituzionale diretto tra i rispettivi eserciti e ministeri della Difesa, con l’obiettivo di ridurre i rischi di conflitto. È un passaggio simbolico, anche perché presumibilmente le comunicazioni non ufficiali ci sono sempre state, ma comunque rilevante, perché mostra la volontà di tornare a parlarsi.

Sempre giovedì invece è scaduto il New START, l’ultimo trattato di controllo sulle armi nucleari fra Stati Uniti e Russia. La fine del trattato elimina le limitazioni sulla non proliferazione delle testate “strategiche” e pone fine a uno strumento di gestione della competizione tra i due paesi che andava avanti dalla Guerra fredda.