La BCE ha tenuto invariati i tassi d’interesse per la quinta volta di fila

La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, al forum di Davos il 23 gennaio 2026 (AP Photo/Markus Schreiber)
La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, al forum di Davos il 23 gennaio 2026 (AP Photo/Markus Schreiber)

La Banca Centrale Europea (BCE) ha mantenuto invariati i tassi di interesse fra il 2 e il 2,4 per cento: è la quinta volta consecutiva che decide di non modificarli dallo scorso giugno, dopo che nelle otto precedenti li aveva invece ridotti (la decisione avviene generalmente ogni due mesi). La BCE ha motivato questa scelta dicendo che ritiene che l’inflazione si stabilizzerà sul 2 per cento nel medio termine, cioè un livello considerato dagli economisti adeguato per un’economia in buono stato e a cui per statuto la BCE deve cercare di puntare.

I tassi di interesse sono il principale strumento con cui le banche centrali intervengono sull’andamento dei prezzi e cercano di tenere sotto controllo l’inflazione. Di solito le banche centrali aumentano i tassi per limitare l’inflazione, e li abbassano invece quando non è considerata un problema oppure l’economia è stagnante. Il loro valore condiziona tra le altre cose i tassi di interesse sui mutui e sui prestiti alle imprese.

Negli scorsi anni la BCE aveva alzato moltissimo i tassi per contrastare l’inflazione, cioè l’aumento generalizzato dei prezzi, causata dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina, e ha cominciato a ridurli una volta che questa è tornata a livelli sostenibili. Nel comunicato di giovedì, la BCE ha comunque parlato della persistenza delle tensioni internazionali come fattore di rischio per l’economia mondiale.

-AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-START-

– Leggi anche: Perché il costo dei mutui sta aumentando

-AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-END-