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  • Mercoledì 4 febbraio 2026

Il governo statunitense ritirerà 700 agenti anti-immigrazione dal Minnesota

Ne rimarranno ancora 2mila, ma è la prima riduzione significativa finora

Due agenti federali anti-immigrazione fanno dei controlli a Minneapolis, in Minnesota, il 27 gennaio del 2026 (AP Photo/Adam Gray)
Due agenti federali anti-immigrazione fanno dei controlli a Minneapolis, in Minnesota, il 27 gennaio del 2026 (AP Photo/Adam Gray)
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Mercoledì Tom Homan, il funzionario incaricato dall’amministrazione statunitense di Donald Trump di gestire le operazioni anti-immigrazione in Minnesota, ha comunicato che verranno ritirati dallo stato 700 agenti e che ne rimarranno circa 2mila. È la prima riduzione significativa da quando, all’inizio di dicembre, il governo aveva inviato in Minnesota quasi 3mila agenti per condurre un’aggressiva campagna di rastrellamenti contro gli immigrati ritenuti irregolari, come parte della sua più ampia campagna contro l’immigrazione nel paese.

L’operazione, chiamata Metro Surge (traducibile con un’espressione come “marea metropolitana”), ha finora portato all’arresto di circa 3mila persone e ha causato critiche e grosse proteste a Minneapolis, la città più grande dello stato, per via dei metodi eccezionalmente violenti e brutali usati dagli agenti. Durante le operazioni gli agenti dell’ICE e della Border Patrol, le due agenzie federali più coinvolte nei rastrellamenti, avevano anche ucciso due persone, Renee Nicole Good e Alex Pretti.

Dopo il secondo omicidio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva cambiato tattica e aveva assunto un atteggiamento più moderato. Fra le altre cose, aveva nominato Homan a capo delle operazioni in sostituzione di Gregory Bovino, un comandante della Border Patrol dai metodi molto aggressivi. Homan non è un moderato, ma ha metodi di lavoro più classici: sostiene operazioni mirate a seguito di indagini, che non generino il panico tra la popolazione come i rastrellamenti attuati da Bovino.

Le operazioni anti-immigrazione, e le manifestazioni di protesta, stanno continuando, ma con alcune modifiche apportate da Homan, che sembrano avere l’obiettivo di attenuare le tensioni: martedì per esempio ha annunciato che gli agenti federali avrebbero iniziato a indossare delle bodycam, cioè piccole telecamere personali che servono a riprendere le loro azioni quando sono in servizio, e che il loro uso sarà gradualmente esteso a tutto il paese.

La rimozione di circa un quarto degli agenti sembra rientrare in questa nuova mentalità, anche se ufficialmente Homan ha detto che il trasferimento è stato deciso perché le forze dell’ordine locali stanno collaborando con quelle federali di più rispetto a prima. L’annuncio è arrivato il giorno dopo una conferenza sponsorizzata da due deputati Democratici a Capitol Hill, la sede del Congresso statunitense, sul tema dei rastrellamenti: erano state invitate a parlare le persone che avevano subìto violenze da parte degli agenti anti-immigrazione, e avevano preso parola anche i familiari di Renee Nicole Good.