Il Ghana ha sospeso il programma con cui dava la cittadinanza a chi dimostrava di avere antenati africani, per riformularlo

un ragazzo nero sulle spalle di qualcuno filma una folla di fan attorno a lui, con sullo sfondo un arco di trionfo
Lo streamer statunitense IShowSpeed, che ha recentemente ricevuto la cittadinanza ghanese, durante una diretta nella capitale del Ghana, Accra (AP Photo/Tsraha Yaw)

Il governo del Ghana ha sospeso un programma grazie a cui chi dimostrava di discendere da persone africane poteva ottenere la cittadinanza. La sospensione serve a riformulare i passaggi burocratici necessari, dopo diverse lamentele per i costi della procedura e per il breve tempo in cui era richiesto di completarla, e non è stato annunciato quando il programma riprenderà. Il Ghana prevede da anni questa possibilità, chiamata “diritto di dimora”: per accedervi occorreva dimostrare la propria genealogia tramite documenti ufficiali o tramite test del DNA e pagare l’equivalente di circa duemila euro, fra le altre cose, e alla cerimonia di consegna dell’attestato di cittadinanza partecipava anche il presidente.

Fra le persone che hanno ricevuto la cittadinanza in questo modo c’è il musicista statunitense Stevie Wonder. L’iniziativa deriva dagli ideali panafricani (cioè che promuovono l’unità per tutti i popoli africani) promossi dal primo presidente del Ghana indipendente, Kwame Nkrumah, ed è rivolta principalmente a chi discende dalle persone rapite in Africa e vendute come schiave nel resto del mondo durante l’età moderna, fra il Cinquecento e l’Ottocento. Anche il Benin, un altro paese dell’Africa occidentale, ha avviato un programma simile.

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