Israele ha riaperto parzialmente il varco di Rafah nella Striscia di Gaza
È il passaggio di confine con l'Egitto, di fatto chiuso da anni: continueranno però a esserci controlli rigidi, e molte limitazioni

Israele domenica ha riaperto parzialmente il varco di Rafah, cioè il passaggio di confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Era chiuso al passaggio regolare delle persone di fatto dall’ottobre del 2023, quando cominciò la guerra con Hamas. Anche dopo l’apertura, comunque, il passaggio non sarà libero, e Israele continuerà a controllare chi entra e chi esce.
COGAT, l’agenzia israeliana che si occupa delle attività di Israele nei territori occupati, ha detto che l’apertura è «in fase di prova iniziale», e che sono in corso dei «preparativi preliminari» per rendere completamente operative le attività del varco di frontiera. Non è chiaro se le prime persone palestinesi potranno attraversare il varco già domenica, oppure se gli attraversamenti cominceranno lunedì.
Il funzionamento del varco sarà strettamente irregimentato e limitato. L’ingresso a Gaza sarà consentito soltanto alle persone palestinesi che hanno lasciato la Striscia durante la guerra degli ultimi due anni. Queste persone dovranno avere ricevuto l’approvazione delle autorità israeliane, e sottoporsi a rigidi controlli di sicurezza. Su richiesta dell’Egitto, inoltre, l’uscita dalla Striscia sarà consentita soltanto alle persone malate o che necessitano aiuto umanitario urgente. L’Egitto si è sempre opposto alla riapertura incontrollata del varco, perché teme di dover accogliere un ampio numero di profughi palestinesi.
Il giornale israeliano Yedioth Ahronoth stima che alla fine circa 150 persone usciranno dal varco ogni giorno, e circa 50 entreranno.
La riapertura del varco di Rafah fa parte degli accordi sul cessate il fuoco cominciato lo scorso ottobre. Israele avrebbe dovuto riaprire il varco già a ottobre, ma ha ritardato le operazioni accusando Hamas di non aver riconsegnato tutti i corpi degli ostaggi, come previsto negli accordi. Questa settimana Israele ha recuperato il corpo dell’ultimo ostaggio in un’operazione militare, e il varco è stato infine riaperto, con mesi di ritardo.
Il varco di Rafah era chiuso dall’inizio della guerra, con poche sporadiche riaperture, l’ultima all’inizio del 2025. Dapprima era stato chiuso dall’Egitto, che temeva l’afflusso di profughi palestinesi. Poi, nel maggio del 2024, l’esercito israeliano aveva preso il controllo della città di Rafah e del suo varco. Da all0ra Israele aveva consentito esclusivamente l’uscita di pochissime persone, principalmente per gravi emergenze umanitarie. Anche la maggior parte degli aiuti umanitari veniva fatta passare dal varco di Kerem Shalom, qualche chilometro più a sud di Rafah, sempre controllato da Israele.
Sabato Israele ha lanciato vari bombardamenti sulla Striscia di Gaza, in violazione degli accordi sul cessate il fuoco: sono state uccise almeno 32 persone.



