Israele ha detto che vieterà a Medici Senza Frontiere di operare a Gaza

Israele ha detto di essersi attivata per vietare alla nota ong Medici Senza Frontiere (MSF) di operare nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto il ministero israeliano per gli Affari della diaspora e per la Lotta all’antisemitismo, dicendo che MSF si è rifiutata di consegnare una lista del proprio staff palestinese, come richiesto a tutte le organizzazioni umanitarie attive nel territorio, che Israele sta cercando di ostacolare in tutti i modi.
Il ministero sostiene che alcuni dipendenti della ong abbiano legami con Hamas e il Jihad Islamico, cosa che MSF ha negato. Inizialmente l’ong aveva accettato di fornire la lista, ma poi si è tirata indietro dicendo che Israele non aveva dato garanzie sufficienti per la tutela e la sicurezza del proprio staff.
Medici Senza Frontiere è attiva dal 1989 sia in Cisgiordania che nella Striscia di Gaza, dove i suoi operatori hanno curato centinaia di migliaia di persone. Il suo personale è composto da una quarantina di operatori internazionali e da circa mille medici e operatori palestinesi. Israele sostiene da tempo l’esistenza di presunti legami tra molte ong e organizzazioni terroristiche, anche se non ha mai fornito prove che lo dimostrino, ed è per questo che nel tempo ha adottato una lunga serie di misure per complicare e delegittimare il loro lavoro. Dal primo gennaio ha vietato sia a MSF sia ad altre 36 organizzazioni umanitarie di operare nella Striscia, e ha dato loro tempo fino a fine febbraio per andarsene.
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